lunedì 14 febbraio 2011

Obrigado Ronnie

Conferenza stampa d'addio di Ronaldo

"O tempo passa até para os Fenômenos". Il tempo passa per tutti, per noi che d'ora in poi potremo solo ricordare le sue gesta e per lui che dopo aver chiuso con il calcio giocato potrà decidere se godersi una pensione dorata oppure intraprendere una nuova carriera, che difficilmente potrà eguagliare quella appena conclusa.
Sembra ieri, eppure sono già passati quasi 14 anni da quando lo sentii nominare per la prima volta. Ero solo un bambino che già da qualche anno si interessava di calcio, e prima di tagliarmi i capelli stavo discutendo con il barbiere che entusiasta mi disse di aver appena letto sul giornale che l'Inter stava per comprare il più forte giocatore del mondo.
Incuriosito mi girai e lessi sul Corriere dello Sport la notizia con tanto di foto di un 21enne Fenomeno che esultava con indosso la camiseta blaugrana del Barcellona.
Da quell'istante ho iniziato ad informarmi su di lui, a comprare giornali, videocassette, per scoprire in realtà chi fosse questo tanto famigerato Ronaldo di cui io non avevo mai sentito parlare.
Per me, come per molti altri ragazzi della mia generazione Ronnie ha senza dubbio rappresentato lo stereotipo del calciatore e per molti è stato sinonimo stesso di Calcio.
Anche i non interisti sono stati rapiti inconsciamente dai suoi dentoni e da quell'immagine da personaggio dei fumetti che sul rettangolo verde faceva cose strabilianti.
L'appellativo di Fenomeno se lo era guadagnato alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, ma in realtà fenomeno lo era già visto che 2 anni prima si era laureato Campione del Mondo con il Brasile a 17 anni e con il Psv Eindhoven segnava a raffica nella Eredivisie.
L'approdo a Barcellona ne ha segnato una sorta di definitiva consacrazione visto che con 34 reti in 37 partite di Liga si è laureato Pichichi, anche se non è stato abbastanza per aggiudicarsi la Liga, vinta dal Real Madrid di Fabio Capello.
In Coppa delle Coppe però i catalani si sono rifatti aggiudicandosi il trofeo a spese del PSG con una rete in finale proprio di Ronaldo.
Il suo exploit non poteva che portarlo in Serie A che all'epoca poteva ancora fregiarsi a pieno merito della pesante etichetta di miglior campionato del Mondo.
Moratti a suon di miliardi riusci a strapparlo alla concorrenza e con lui l'Inter fece un salto di qualità pazzesco visto che Gigi Simoni si ritrovava tra le mani una rosa normalissima in cui spiccava però il suo nome.
Il tecnico sin da subito capi' che lui era diverso dagli altri e non ne fece mistero agli occhi del resto della squadra che lui non faceva, ma era la differenza.
Quel campionato si concluse con gli strascichi polemici del rigore non dato al Delle Alpi per un fallo clamoroso in area di Iuliano ai danni del Fenomeno, ma se l'Inter era arrivata a giocarsi lo scudetto il merito era solo suo.
La Coppa Uefa invece fini in bacheca e ancora una volta fu una sua esibizione principesca a tramortire la Lazio a Parigi, e ancora oggi alzi la mano (interista e non) chi non si emoziona nel vedere su Youtube le sue giocate funamboliche al cospetto dei difensori biancocelesti.
Quella notte, a soli 22 anni Ronaldo toccò molto probabilmente l'apice della sua carriera. Gli erano bastati solo 4 anni per passare da giovane talento a miglior giocatore del pianeta.
Dal Brasile al Giappone, passando per l'Africa, l'Asia non c'era nessuno che non lo conoscesse, tanto era la sua fama.
Fuoriclasse assoluto, personaggio acclamato anche fuori dal campo, amato dalle donne, ha divorato la vita con una velocità ancor superiore a quella che era in grado di esprimere in campo.
Il suo primo Pallone d'Oro a 21 anni è stato quasi un atto dovuto vista la sua netta superiorità rispetto a tutti gli altri della sua epoca.
Ha rappresentato il ponte ideale tra gli anni 80 e il nuovo millennio, in una decade che è a livello calcistico è stata più povera rispetto a quella precedente segnata dalla classe assoluta dell'immenso Maradona e dei vari Zico, Platini, e che ha cominciato a vedere una lenta trasformazione del calcio (e dei calciatori) che pian piano ha iniziato ad essere dominato dalla fisicità, e meno dalla tecnica.
Lui è stato lo stereotipo del calciatore perfetto in un'epoca in cui si preferiva più colpire di sciabola che di fioretto.
Un alieno in grado di correre a mille all'ora col pallone tra i piedi e di dribblare come pochi avevano saputo fare prima di lui.
Quanto di più vicino alla perfezione si sia mai visto in quegli anni. Una macchina da gol, ma non solo. Il suo strapotere fisico e la sua esplosività ne facevano un'arma impropria al servizio della squadra, ed è stato un patrimonio per quegli appassionati di calcio che cercavano ancora qualcuno in grado di regalargli un'emozione.
Il suo repertorio non aveva eguali, destro, sinistro, colpo di testa, accelerazione da centometrista e scatto breve e dribbling stretto tipici del futsala, figli di un'infanzia passata a tirare calci ad un pallone nelle favelas di Belo Horizonte.
Il più forte in campo, il più forte nei vari videogiochi, il più ricercato dai vari marchi pronti a fare ponti d'oro pur di averlo come testimonial.
Vi riusci la Pirelli che coniò il celebre "la potenza è nulla senza il controllo", e nessuno poteva essere più appropriato di lui per dar credito ad un tale slogan.
Incredibile, ma vero a soli 22 anni l'oblio era dietro l'angolo. La maledetta notte della finale Mondiale a Parigi fu l'inizio di un calvario che si è protratto per circa 4 anni.
Nel mezzo 2 infortuni che ne hanno limitato la carriera. Ancora oggi fanno specie le immagini del suo ginocchio che fa crack contro la Lazio in Coppa Italia.
Ciò nonostante come l'araba fenice è riuscito a risorgere ancora una volta e nel 2001/02 sembrava dover condurre l'Inter alla vittoria del campionato, ma il pomeriggio del 5 maggio e ancora una volta la Lazio hanno segnato una delle pagine più brutte della sua vita professionale.
Le lacrime in panchina sono state la fotografia della disfatta interista, e ancor di più di un periodo nerazzurro che è durato fino all'avvento di Calciopoli.
Non ebbe però il tempo di abbattersi perchè alle porte c'era un Mondiale e il suo Brasile aveva l'obbligo di continuare un discorso interrotto 4 anni prima.
Il Ri-Ro-Ro messo in campo da Scolari ha fatto sognare la Torcida verdeoro e con quel trio in avanti la Selecao ha raggiunto e conquistato senza troppi affanni il suo quinto titolo iridato.
Ronnie in un mese si è ripreso tutto quello che gli era stato negato dalla sorte negli anni precedenti e con 8 gol (di cui 2 in finale) si è aggiudicato anche il titolo di capocannoniere della manifestazione, a corollario di un cammino perfetto segnato da 7 vittorie in 7 partite.
Le divergenze con Cuper e la voglia di vincere lo spinsero verso il Real Madrid con cui a dicembre vinse il suo secondo Pallone d'Oro e per la prima volta è riuscito a vincere un campionato che fin li gli era sempre sfuggito.
In semifinale di Champion's però, ancora una volta fu la Juventus (vera e propria nemesi) a farlo piangere e a negargli una gioia che ha vissuto solo 4 anni più tardi con la maglia del Milan ad Atene, ma non a pieno, visto che essendosi trasferito nella sessione invernale non poteva essere schierato in Coppa.
Nel mezzo ha vissuto alcuni anni difficili a Madrid ed è diventato il miglior marcatore nella storia dei Mondiali, nella fallimentare spedizione verdeoro in Germania nel 2006.
Nel suo ultimo anno al Milan divenne un vero e proprio caso per via di un infortunio occorsogli casualmente al ginocchio e cosi per chiudere la carriera decise di tornare in patria.
Approdato al Corinthians è improvvisamente risorto e con lui il Timao si è aggiudicato il Paulistao 2009, grazie ai suoi gol nella finale contro il Santos. Da li in poi nulla di significativo da segnalare fino alla conferenza stampa di oggi in cui ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato.
Un ritiro che lascia un pò l'amaro in bocca visto che ora siamo giunti al momento in cui si tirano le somme.
Ha vinto tanto, è vero, ma visto il suo immenso talento avrebbe potuto vincere di più. Ha giocato praticamente 4 anni da Ronaldo (quello vero) e ha vinto 2 Palloni d'Oro che sono tanti per qualsiasi giocatore, ma forse sono addirittura pochi per uno come lui.
Una classe come la sua sarebbe dovuta essere supportata a dovere da un fisico degno di assecondare quello che era in grado di partorire la sua mente e invece ha dovuto imparare a convivere con il dolore e con i suoi limiti che a volte ne hanno tarpato le ali.
Avrebbe potuto volare e invece si è dovuto accontentare troppe volte solo di camminare.
Non è stato il miglior calciatore della storia, ma è stato senz'altro unico nel suo genere e ad oggi è difficile trovare qualcuno che possa raccogliere degnamente il suo testimone.
Cristiano Ronaldo in alcune cose lo ricorda, e forse Neymar potrebbe ripeterne le gesta, ma almeno per ora nessuno si azzardi a chiamarlo Fenomeno, perchè di Fenomeno e di Ronaldo ce n'è stato e ce ne sarà sempre e solo uno, e il bello (o il peccato) è che non sapremo mai quanto sarebbe potuto essere forte.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale

Buon Natale a tutti i lettori di Sognando Futbolandia


Albanese: Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Basco: Zorionak eta Urte Berri On
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa.
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Estone: Ruumsaid juuluphi
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noel
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas
Islandese: Gledileg Jol
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar!
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rumeno: Sarbatori vesele
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh

lunedì 6 dicembre 2010

Sergi Roberto


El proximo crack de la cantera azulgrana

Sergi Roberto Carnicer naciò el 07/02/1992 en Reus y ha debutado con el primer equipo en un partido oficial el 10/11/10 (Barcelona-Ceuta 5-1).
Hoy en dia es el secreto mejor guardado de la cantera blaugrana y a pesar de sus increibles capacidades de seguir mejorandose, Pep Guardiola no quemarà etapas.
Es un mediocampista que puede jugar como un '6' o un '8', pero en el 4-3-3 de Luis Enrique talvez ha jugado como un '4' cuando no estaba disponible Oriol Romeu.
Domina bien las tres posiciones de la media aunque le hace falta el juego fisico cuando juega de '4' y la madurez en la finalizaciòn si juega de '8'.
Ha jugando tambièn de '10' con la Selecciòn Sub17 y Sub19 y siendo mas libre y con menos recorrido y excigencia, su futbol encuentra el gol, pero jugando detras del punta tiene una gran capacidad de empezar la jugada y acompañarla hasta la finalizaciòn.
Se parece mucho a Cesc Fabregas y ambos son unicos enlanzando momentos del juego, ataque y defensa, y es ahi donde marcan diferencias ya que se trata de futbolistas indiscutibles en la transiciòn, osea con presencia en ambas areas.

Con solo 18 años debe crecer mucho y asimilar la presion. Fisicamente ya està listo para jugar en Primera (177cms x 75kgs) aunque sea mejor que siga jugando con el B para que vaya asumiendo responsabilidades.
Diestro natural; en lo tecnico domina el gesto, en lo tactico sabe leer el partido y en lo psicologico tiene la naturalidad para que el halago no le debilite.
En la elaboraciòn del juego, juega en uno o dos toques, no conduce, sino, que divide con el pase siendo uno de esos futbolistas con criterio en la toma de decisiones.
No la pide en posiciones comodas ni juega de cara a la galeria. Sabe leer que el referente del Barcelona con Guardiola debe pedirla entre lineas, sin que por ello deje de tener la capacidad para tirar desmarques a la espalda del lateral o finalizar de segunda linea.
Sin balon es reactivo, consciente de que el futbol moderno està en las transiciones. Perder y presionar, recuperar y ofrecerse para el primer pase bueno.
Con la subida de Thiago y Jonathan, el serà el lider y referente del B y por eso en esa temporada tendrà que crecer mucho para que el año que viene ya pueda subir al primer equipo.
Hasta ahora lleva alrededor de los 40 partidos con el B y alrededor de los 20 con las selecciònes Sub 17 y 19 de España y su evaluaciòn alcanza casi los 2 millones de euro.
El puede ser el mejor aliado de Wenger para impredir que Cesc vuelva a ser azulgrana, siendo hoy en dia el real proyecto de futbolista total de La Masia y teniedo en cuenta el elevado precio de Fabregas, podria ser un buen negocio para el club Culè.

domenica 5 settembre 2010

Corsa agli armamenti

Viaggio attraverso i migliori attacchi d'Europa

La chiusura del mercato europeo ha segnato la fine dei cambiamenti per le big d'Europa che in questo periodo di pausa, per gli impegni delle Nazionali, stanno lavorando per iniziare al meglio la stagione, anche e soprattutto in vista dell'imminente inizio della Champion's League.
La scorsa edizione della maggiore competizione continentale per club è stata segnata dall'esasperato difensivismo dell'Inter di Mourinho che ha trionfato seppur non fosse ne la squadra migliore d'Europa, ne tantomeno quella più spettacolare.
In questa edizione ci si augura di vedere di nuovo un calcio spettacolare e si spera che la parola ritorni agli attacchi, piuttosto che alle difese (anche se alla fine sono proprio loro che fanno vincere).
Andiamo dunque ad analizzare gli attacchi delle Big europee:

Inter: è doveroso iniziare quest'analisi dai Campioni d'Europa in carica che hanno mantenuto l'ossatura della scorsa stagione, cambiando solo (si fa per dire) l'allenatore. Benitez ha mantenuto lo stesso modulo di Mourinho, seppur con alcune interpretazioni differenti da parte di alcuni singoli. Il trio Eto'o-Sneijder-Pandev alle spalle di Milito anche in questa stagione dovrà fare le fortune dell'Inter anche se in queste battute iniziali, a parte il camerunense, gli altri sembrano lontani da una condizione ottimale.
Nella passata stagione dai piedi di Sneijder sono nate gran parte delle azioni da gol dei nerazzurri, che hanno trovato in Milito un terminale implacabile sotto porta.
In queste prime uscite stagionali, però, l'argentino sembra essere solo una brutta copia dello strepitoso giocatore ammirato nella passata stagione e di colpo anche il Pallone d'Oro che a maggio sembrava essere già suo, a questo punto sembra un miraggio.
Il compito più difficile per Benitez, però sarà riuscire a convincere Eto'o a sacrificarsi cosi come ha fatto con Mourinho e non è un'impresa da poco per l'ex manager dei Reds visto che il numero 9 ha voglia di ritornare ad essere protagonista e difficilmente accetterà di passare un altro anno da gregario.
Pandev dal canto suo sembra essere il giocatore più precario visto che non infiamma di certo i tifosi, ma è fondamentale quasi quanto Eto'o negli equilibri di squadra per la sua capacità di sacrificarsi e di essere comunque pronto in zona gol.
Coutinho può essere la varaiabile impazzita per la sua fantasia, ma sarebbe sbagliato addossargli troppe responsabilità a soli 18 anni, essendo ancora poco pronto da un punto di vista fisico.

Bayern Monaco: i vice campioni d'Europa hanno seguito la stessa politica del club di Moratti e hanno mantenuto praticamente invariata la rosa che è arrivata fino alla finale di Madrid.
Van Gaal nella passata stagione ha fatto poco affidamento su Klose e Gomez, preferendo un attacco più mobile e rapido, ma dopo il grande Mondiale giocato da Miro, sarà difficile relegarlo ancora per una stagione in panchina.
Se il tecnico olandese dovesse far giocare il centravanti della nazionale, potrebbe schierare un tridente mostruoso alle sue spalle con Ribery-Muller-Robben.
Sulla carta è difficile trovare un trio simile in giro per il Mondo, ma il campo ci dice che il francese dopo lo scandalo che lo ha colpito nella passata stagione si è perso e stenta a ritrovarsi, mentre l'olandese rischia di saltare tutto il girone d'andata della Bundesliga a causa di una lesione alla coscia.
Ora come ora dunque l'unico giocatore su cui puntare ad occhi chiusi è Muller che in una sola stagione è passato dalla squadra Amateur all'essere il capocannoniere dei Mondiali con 5 reti, dopo aver segnato in maniera decisiva la stagione del suo Bayern.
Il posto di Robben potrebbe essere preso da Kroos che è ritornato dal prestito al Bayer Leverkusen anche se il suo gioco è differente dall'ala ex Chelsea e Real Madrid che è reduce dalla miglior annata della sua carriera e si è rivelato praticamente illegale in Bundes, dove può disporre a suo piacimento di qualsiasi avversario risultando il giocatore più destabilizzante dei bavaresi.
Gomez e Olic sono le riserve di lusso su cui può puntare Van Gaal per cercare un nuovo assalto alla Coppa dalle grandi orecchie.

Barcellona: i blaugrana hanno rimpiazzato Ibrahimovic con Villa, mentre per il resto è rimasto invariato il parco attaccanti. Tra lo svedese e Guardiola ormai non c'era più feeling e non sarebbe più potuto continuare un rapporto che sin dall'inizio non è mai stato idilliaco.
Il gigante di Malmoe (o qualcuno con le sue caratteristiche) avrebbe però fatto comodo ai campioni di Spagna che ora si ritrovano una linea offensiva formata da giocatori di grandissimo talento, ma poco dotati fisicamente.
Il tridente titolare Pedro-Villa-Messi è devastante negli spazi larghi che può proporre il Camp Nou, ma in alcune partite bloccate sarebbe servito un giocatore con caratteristiche fisiche importanti.
Bojan potrebbe avere più spazio in questa temporada, ma non aggiunge niente di nuovo ad un reparto che dipenderà ancora una volta in tutto e per tutto dall'immenso talento di Leo Messi che dovrà riscattare il Mondiale poco brillante.
In alternativa, al posto di Pedro potrebbe essere avanzato sulla linea degli attaccanti Andrès Iniesta che andrebbe ad aggiungere ulteriore talento ad un reparto tecnicamente formidabile, ma forse incompleto.
Ma se Messi gioca come sa è comunque il migliore attacco del Mondo.

Real Madrid: dopo 16 anni il Bernabeu ha salutato il suo idolo Raul e in questa stagione l'attacco merengue non potrà più fare affidamento sul Capitano ormai passato allo Schalke 04.
Mourinho ha comunque a disposizione un parco attaccanti spaventoso che annovera 2 Palloni d'Oro come Kakà e Cristiano Ronaldo, giocatori dal talento cristallino come Di Maria, Ozil e Canales e due eccellenti stoccatori come Benzema e Higuain.
Toccherà al portoghese trasformare il Real in una squadra e soprattutto dovrà riuscire a far rendere al meglio il suo potenziale offensivo.
Ora come ora questa squadra non può prescindere dal portoghese che è uno straordinario catalizzatore di palloni, anche se spesso è troppo egoista e rischia di mettere in ombra i suoi compagni di reparto.
Di Maria-Kakà-Ronaldo alle spalle di Higuain potrebbero mettere a ferro e fuoco qualsiasi difesa nella Liga cosi come in Champion's, ma ci vorrà del tempo prima che lo Special One riesca a far coesistere tutti e 4 e dare un gioco e una parvenza di squadra ai Blancos viste le premesse.
Sarà fondamentale inoltre recuperare il miglior Kakà, perchè il brasiliano può essere la vera molla in grado di trasformare le merengues, più di Ozil che al momento è il titolare.
Sarà più difficile invece, far si che Benzema ritorni quello di Lione e a questo punto non è da escludersi una cessione a gennaio se il francese dovesse continuare nella sua pericolosa involuzione.

Chelsea: i Blues di Ancelotti dopo una Premier da 103 gol non hanno modificato l'attacco e anche in questa stagione il tecnico di Reggiolo calerà il tridente Malouda-Drogba-Anelka.
Anche nella Premier in corso le premesse sono più che rosee visto che dopo 3 giornate i Blues comandano la classifica a punteggio pieno e con la bellezza di 14 gol segnati a fronte di 0 subiti.
Il solo Kalou come alternativa è un pò poco però per competere su tutti e i fronti, considerando che la vera mancanza della rosa è la presenza di un'alternativa a Drogba in grado di non far rimpiangere una sua eventuale assenza.
L'israeliano Benayoun potrebbe essere schierato sugli esterni con Anelka in posizione di punta centrale, o all'occorrenza potrebbe giocare Sturridge, ma la forza d'urto si ridurrebbe in maniera considerevole.
Come sempre sarà fondamentale l'apporto di Lampard anche in termini di gol, per cercare di centrare il tanto agognato obiettivo Champion's. La finale da giocarsi a Wembley è un incentivo in più.

Milan: Ronaldinho,Ibrahimovic, Pato, Robinho e Inzaghi: Allegri ha a disposizione un pacchetto offensivo senza eguali in Europa, almeno sulla carta. Però sarà difficile, se non impossibile schierare tutti e 3 i brasiliani più Ibra contemporaenamente in campo, quindi più verosimilmente il tecnico livornese dovrà lavorare su un tridente in cui Ibrahimovic e Pato sono quasi imprescindibili per le loro caratteristiche e Ronaldinho parte davanti a Robinho almeno nelle gerarchie iniziali.
I veri problemi si presenteranno quando sarà indisponibile lo svedese, visto che l'unica alternativa di ruolo è Inzaghi che però a 37 anni non potrà garantire continuità, forse nemmeno nell'arco dei 90 minuti.
In tal caso si dovrà passare dal tridente ad un modulo con le 2 punte più un trequartista potendo impiegare anche Seedorf alle spalle delle possibili coppie d'attacco.


mercoledì 1 settembre 2010

Che Allegria a San Siro


L'alba di un nuovo Milan

E dopo Ibrahimovic...Robinho!!! Si chiude con questi 2 botti la sessione estiva di mercato del Milan 2010/11: la migliore campagna dal 2002 ad oggi (quando arrivarono Nesta e Rivaldo).
E dire che solo fino a 10 giorni fa, tifosi e addetti ai lavori erano concordi nel definire penosa la campagna acquisti dei rossoneri che erano riusciti a prendere i soli Yepes, Amelia, Sokratis e Boateng.
Quattro nomi che non potevano scaldare l'animo dei tifosi delusi dal Presidente e non avrebbero aumentato il livello tecnico di una rosa incompleta e inadeguata per competere a certi livelli per mancanza di alternative in alcuni ruoli chiave.
Nell'ultima settimana di mercato però è tornato alla carica Berlusconi che ha dato mandato a Galliani di andare dapprima a Barcellona per chiudere con Ibrahimovic e poi ha deciso di regalare all'esigente pubblico di San Siro una stella di valore assoluto quale è il brasiliano Robinho.
Sono bastati questi 2 nomi a far sognare di nuovo tutto il popolo rossonero ormai frustrato dal dominio cittadino dei rivali nerazzurri, reduci dalla stagione perfetta.
Due nomi che di colpo hanno cambiato le prospettive di una stagione che vedeva il Milan ancora una volta destinato a fare da comprimario all'Inter, e ora invece crede fortemente nello Scudetto e forse anche in qualcosa di più.
Gran parte dell'entusiasmo è stato portato dall'arrivo di Ibrahimovic che in Italia è sinonimo di titolo e va a colmare gran parte dei problemi offensivi della squadra di Allegri.
Va ricordato che nell'ultimo giorno di mercato sono stati ceduti Borriello e Huntelaar rispettivamente alla Roma e allo Schalke 04 a cifre abbastanza importanti.
Al napoletano in particolare dovrebbero essere grati per molto tempo i tifosi, visto che lo scorso anno lui si è preso sulle spalle tutto il peso dell'attacco, senza mai mancare d'impegno e regalando anche gol belli e importanti. Tuttavia l'operazione non è molto intelligente da un punto di vista tecnico, visto che si è andata a rinforzare una diretta concorrente.
Nel passaggio da Borriello a Ibra però cambia tanto e l'attacco ci guadagna molto perchè lo svedese va ad aggiungere una sconfinata varietà di soluzioni offensive che il neo romanista non poteva offrire essendo tecnicamente imbarazzante in alcuni frangenti e risultando praticamente inofessivo spalle alla porta.
Ora toccherà ad Allegri far si che l'ex interista entri subito nei meccanismi di gioco e trovi il giusto feeling con Ronaldinho e Pato.
Da un punto di vista tecnico i 3 parlano la stessa lingua, ma sarà difficile farli convivere visto che Ibra in particolare è un eccelso solista, ma spesso condiziona il gioco della squadra piuttosto che adeguarsi lui stesso alla manovra.
La sua anarchia tattica potrebbe creare più problemi rispetto a Borriello, che oltre ad essere disciplinato da questo punto di vista, era anche votato al sacrificio e non si tirava indietro se c'era da difendere o arretrare a centrocampo.
Chi potrebbe giovare più di tutti del nuovo acquisto è Pato che in questa stagione sembra destinato a compiere il definitivo salto di qualità, infortuni permettendo e andrebbe a nozze negli spazi che potrebbero liberarsi.
Ancora una volta però tanto dipenderà dalla vena di Ronaldinho che quando vuole sa divertire e fare la differenza con la sua immensa qualità, e quest'anno è stato caricato a dovere da Berlusconi che lo ha tolto dal mercato, quando in tanti si aspettavano un suo addio.
In ballo però, c'è ancora il suo rinnovo del contratto che scadrà nel 2011 e nel caso in cui non si riesca a giungere ad un accordo con Roberto Assis, a Milanello si sono già tutelati con l'arrivo di Robinho dal Manchester City.
Si tratta di un vero e proprio regalo da parte del Presidente che da sempre è affascinato dai giocatori di talento e non appena si è manifestata la possibilità di ingaggiare "O' Rey da pedalada" non si è tirato indietro e ha fatto l'ultimo sforzo per mettere a disposizione di Allegri il funambolo di Sao Vicente.
Al City di Mancini ormai non c'era più spazio per lui e dopo averlo pagato 42 milioni per strapparlo al Real Madrid, gli sceicchi hanno svenduto il loro giocatore realizzando una minusvalenza di ben 24 milioni sul costo del cartellino.
Seppur sia reduce da diverse stagioni altalenanti vissute tra Real Madrid, Manchester City e Santos, Robinho ha dimostrato anche agli ultimi Mondiali di essere un giocatore di altissimo profilo e di esprimersi al meglio quando indossa la casacca verdeoro della Selecao.
Rappresenta il giocatore che è mancato nella scorsa stagione, perchè la sua velocità, la tecnica e il senso del gol ne fanno una perfetta alternativa sia a Pato che a Ronaldinho sugli esterni, ma può giocare anche da seconda punta qualora si giochi con le 2 punte e un trequartista.
Tuttavia sarà difficile vedere in campo i 3 brasiliani più Ibrahimovic e a turno uno di loro dovrà restare fuori per salvaguardare un equilibrio di squadra che già solo utilizzando il tridente, è molto precario.
L'eterno Pippo Inzaghi va a completare un pacchetto offensivo che almeno sulla carta è senza eguali in Europa e nel Mondo.
Se l'attacco è stellare, lo stesso non si può dire di un centrocampo che ormai si conosce a memoria visto che Ambrosini, Pirlo e Seedorf (e Gattuso) giocano insieme dalla stagione 2002/03, ma già da qualche anno iniziano a sentire i segni del tempo che passa.
Flamini piace molto al tecnico e forse quest'anno potrebbe trovare una certa continuità che fin'ora gli è mancata in rossonero, mentre l'unico volto nuovo è quello di Kevin Prince Boateng che è arrivato dal Portsmouth via Genoa ad aggiungere una variante in più ad un reparto troppo statico.
Il ghanese è un giusto mix di potenza e aggressività, in grado di difendere, ma anche di attaccare e rendersi pericoloso in zona gol.
La sua fisicità aggiunta a quella di Ibrahimovic dovrebbe essere un fattore importante in un campionato come quello di Serie A dove la forza fisica serve ancor più della tecnica (l'Inter insegna).
I problemi si presenteranno nel momento in cui verrà meno Pirlo, e quello più indiziato a sostituirlo potrebbe essere Seedorf anche se con caratteristiche differenti, essendo l'olandese un giocatore meno votato alla fase difensiva. Un degno sostituto di ruolo andava preso.
Il reparto che l'anno scorso ha regalato maggiori soddisfazioni è stato la difesa finchè ha retto Nesta, ma la sua assenza (unita a quella di Pato) nella seconda parte di stagione ha condizionato non poco il prosieguo del campionato.
In questa estate hanno lasciato Dida, Favalli e Kaladze e al loro posto sono arrivati Amelia, Yepes e Papastathopoulos, oltre al giovane uruguagio Montelongo che rappresenta una sorta di acconto per Coates che arriverà dal Nacional di Montevideo a gennaio.
Ad oggi la difesa può contare su 12 effettivi, ma alle spalle della coppia Nesta - Thiago Silva è difficile trovare qualcuno realmente affidabile e le fasce sono il reparto peggio equipaggiato dell'intera squadra.
Oddo, Abate, Zambrotta e Bonera (ed eventualmente Sokratis) a destra e Jankulovski a sinistra non sono dei validi potenziali titolari ad eccezione del solo Antonini che a suon di buone prestazioni si è guadagnato il posto a sinistra ed iniza ad entrare anche nel giro della Nazionale.
Qualcuno andava ceduto e forse andava preso qualcuno di buon livello a destra visto che anche le varie carte d'identità iniziano a pesare.
Nel mezzo accanto a Nesta ormai giganteggia Thiago Silva che è per distacco il miglior difensore della Serie A, ma alle loro spalle manca il giocatore in grado di non farli rimpiangere. Onyewu ha gettato al vento la scorsa stagione a causa di un grave infortunio e avrebbe voglia di riscattarsi quest'anno, ma tranne che con gli Usa le sue buone prestazioni latitano.
Il greco Sokratis ha dimostrato di sapersi disimpegnare bene anche al centro e può essere una discreta alternativa, ma per scongiurare eventuali catastrofi a Milanello dovranno sperare nella buona forma di Nesta e Thiago Silva per tutta la stagione.
Tra i pali il dualismo tra Amelia e Abbiati si è risolto per ora in favore del secondo che aveva iniziato da titolare anche la scorsa stagione, salvo poi dover lasciare il posto a Dida per infortunio.
In definitiva la rosa a disposizione di Allegri è dunque di buon livello in ogni reparto e quest'anno il tecnico livornese ha l'obbligo di provare a vincere qualcosa, fermo restando che l'Inter parte comunque un gradino davanti.
Il precampionato non è stato memorabile, anche se rispetto alle prime uscite la squadra è cambiata molto con l'arrivo dei reduci dal Mondiale e degli ultimi due formidabili acquisti.
Già l'esordio in campionato ha fatto vedere una squadra differente, che ha annichilito il Lecce con una prestazione sontuosa sia dal punto di vista del gioco che del risultato.
Il primo tempo è stato una vera e propria esibizione, agevolata anche dalla pochezza dei salentini, ma il gioco verticale a 1 o 2 tocchi è stato a tratti entusiasmante.
In attesa di impegni più probanti Allegri ha superato a pieni voti l'esordio in Serie A, schierando una squadra offensiva e spettacolare, portando avanti il progetto tattico del suo predecessore Leonardo, seppur con qualche piccolo cambiamento.
Anche in Champion's quest'anno è lecito provare a fare qualcosa di più visto che il girone con Real Madrid, Ajax e Auxerre sulla carta è molto difficile, ma non impossibile e va riscattato lo smacco della cocente umiliazione subita dal Manchester United all'Old Trafford.
Lo stesso Presidente Berlusconi alla chiusura del mercato ha obbligato l'ex tecnico del Cagliari a vincere qualcosa visto che la bacheca di Via Turati ormai non vede un trofeo dal Mondiale per Club vinto nel dicembre del 2007 e da allora sono arrivate solo delusioni in Italia e in Europa che hanno indotto la società ad un semi immobilismo sul mercato fino a questa florida estate che ha portato in dote dei grandi campioni come non accadeva ormai da tanto tempo.
In vista del futuro per fortuna si è iniziato di nuovo ad investire sul settore giovanile e grazie all'egregio lavoro svolto da Pederzoli, la Primavera sta tornando a buoni livelli e qualche giovane interessante ha già assaporato la prima squadra come Merkel, Strasser e l'imbarazzante Oduamadi che per tutto il precampionato è stata la riserva low cost di Pato.
Tutta questa serie di fattori autorizzano i tifosi a crederci di più visto che l'Inter nel passaggio da Benitez a Mourinho sembra aver perso qualcosa soprattutto a livello di energie nervose e potrebbe iniziare a perdere qualche colpo.
I rossoneri hanno dunque il dovere di provarci, soprattutto dopo tutto quello che ha fatto in sede di mercato un ritrovato Presidente Berlusconi, che forse non si era mai allontanato, ma mai come stavolta è ritornato prepotentemente a farsi sentire per vedere di nuovo vincere il Milan, il suo Milan!!!

martedì 31 agosto 2010

I voti al calciomercato


Analizziamo il mercato in Serie A

Come ogni anno alle 19:00 si chiude il calciomercato in Italia e con esso terminano le voci, i rumors di un'estate di colpi annunciati o svaniti, ci chiudono le trattative (non per gli svincolati) e ciò che è fatto è fatto, fino al 3 gennaio sarà solo il campo a parlare, in attesa che ricominci la giostra.
L'estate di calciomercato in Italia ha risentito della crisi generale che ha ridotto al minimo le liquidità dei club e cosi per inventarsi qualcosa di nuovo è nata la moda dei "prestiti con diritto di riscatto" che ha segnato in maniera significativa le scelte dei nostri club.
Per fortuna dopo più di 50 giorni di nulla o quasi, l'ultima settimana si è rivelata scoppiettante con colpi a ripetizione e in particolare l'ultimo giorno all'Ata Executive di Milano non ha deluso le attese dei tanti tifosi e addetti ai lavori.
Analizziamo più nel dettaglio il mercato delle 20 di A:

Bari:
dopo la grande annata dello scorso anno dal Bari tutti ci si attendono una riconferma, ma dopo le operazioni in sede di mercato sarà difficile ripetersi per Ventura e i suoi. I riscatti di Barreto e Almiron sono stati un segnale importante per l'ambiente anche se l'aver perso Ranocchia e Bonucci rappresentano una grave perdita. L'operazione condotta con la Juventus da Angelozzi però è stata magistrale ed è stata incassata una somma davvero importante per un mercato come quello attuale. Ghezzal è un buon colpo in avanti mentre Pulzetti aggiunge poco alla squadra. Voto 6

Bologna:
la nuova società si è presentata all'avvio del campionato senza un allenatore e ha deciso di stringere dei legami con club importanti andando a prendere dei giovani interessanti come Khrin ed Ekdal ai quali ha aggiunto l'esperto nazionale uruguagio Perez che ha ben figurato agli ultimi Mondiali. Meggiorini per l'attacco è un buon colpo anche se la coppia con Di Vaio non garantisce le necessarie garanzie anche alla luce dei sostituti che sono poca roba. Molto dipenderà dalla guida tecnica scelta da Porcedda; in pole sembra esserci Malesani, ma sarebbe un clamoroso autogol. Voto 5

Brescia:
Diamanti ed Eder aggiungono fantasia ed imprevedibilità ad un reparto offensivo che già annoverava Possanzini e Caracciolo e lo rendono quasi un lusso per una squadra che lotta per la salvezza. Tuttavia il resto della squadra è rimasto quasi invariato e il solo arrivo di Sereni tra i pali sembra poco per ottenere una salvezza tranquilla. Ci sarà da soffrire. Voto 5,5

Cagliari:
in questa nuova stagione Cellino ha deciso di puntare sulla continuità di un gruppo che nelle ultime stagioni ha sempre fatto bene, pur cambiando la guida tecnica e affidando la panchina del Sant'Elia a Bisoli che è reduce da 2 promozioni consecutive con il Cesena dalla Lega Pro alla Serie A. Acquafresca in entrata rappresenta la migliore novità mentre per il resto i colpi migliori sono stati riuscire a trattenere gente come Lazzari, Ariaudo e Matri. La grana Marchetti è stata gestita male e a questo punto il portiere titolare dell'Italia agli ultimi Mondiali resta a fare il 3° a Cagliari: assurdo. Voto 5

Catania:
quest'anno Lo Monaco ha saputo resistere alle tentazioni del mercato e ha rifutato cifre importanti per trattenere sotto l'Etna i vari Maxi Lopez, Biagianti e Mascara. Il solo arrivo degno di nota è quello di Gomez dal San Lorenzo che però non sembra poter fare la differenza nel nostro campionato. Il capolavoro del direttore è stata la cessione di Martinez alla Juventus per 12 milioni realizzando una plusvalenza notevole. La scelta di Giampaolo in panca è un rischio calcolato, anche se in caso di fallimento il tecnico avrebbe definitivamente bruciato il suo credito guadagnato nel 2005/06 ad Ascoli. Voto 5,5

Cesena:
della squadra reduce dalla doppia promozione sono andati via Do Prado e Volta, ma soprattutto il tecnico Bisoli e al suo posto è arrivato Ficcadenti che non sembra all'altezza. Dal Giappone è arrivato il terzino sinistro Nagatomo che potrebbe rivelarsi una scelta molto azzeccata del presidente Campedelli e non solo da un punto di vista commerciale. Budan e Bogdani per l'attacco non sono il massimo e il gol potrebbe essere uno dei problemi di questo Cesena. Jimenez aggiunge fantasia e con Giaccherini (richiesto da mezza A) e Schelotto rappresenta il meglio di questa squadra. Voto 5

Chievo:
in panchina dopo diverse stagioni positive al Sassuolo è arrivato Pioli che ha grande voglia ed entusiasmo. Il mercato non è stato scintillante, ma sono arrivati giocatori affidabili come Bogliacino, Moscardelli e Andreolli che rinforzano ogni reparto. La ciliegina finale non è male visto che è arrivato il nazionale svizzero Gelson Fernandes dal Saint Etienne. In difesa inoltre è stato trattenuto Mantovani. Voto 6,5

Fiorentina:
per una volta Corvino ha perso lo scettro di Re del mercato e alla fine il mercato della viola si è rivelato un pò deficitario. Boruc non sta vivendo il suo miglior momento e il dualismo con Frey potrebbe rivelarsi una scelta poco intelligente della società. D'Agostino è un'acquisto di qualità, ma è da vedere quanto sia fattibile la sua convivenza con Montolivo. Cerci è ancora alla ricerca di una sua dimensione dopo aver lasciato Pisa. In più l'infortunio di Jovetic ha scosso l'ambiente e non è stato preso un valido sostituto del montenegrino. Mihajlovic dopo l'esperienza di Catania si è gettato a capo fitto in questa nuova sfida, ma forse doveva essere tutelato di più dalla società in sede di mercato. Voto 5,5

Genoa:
per quasi 2 mesi il Grifone è stata la squadra che più di tutte in Italia aveva scosso il mercato con colpi a ripetizione e tutti di grande livello. Toni alla sua età rappresenta una grande scommessa, mentre Ranocchia, Miguel Veloso e Rafinha sono 3 certezze che potrebbero far lievitare il livello della squadra di Gasperini. Zuculini è un buon centrocampista, ma se continua a giocare Milanetto è evidente che uno tra lui e Veloso è di troppo. Eduardo tra i pali non dovrebbe sfigurare, mentre Kaladze e Chico sono da valutare. Considerando le cessioni poco dolorose questa squadra si candida ad un posto almeno in Europa League per la prossima stagione. Voto 8

Inter:
la stagione del Triplete ha cambiato radicalmente Moratti che dopo anni di acquisti ha deciso di fare cassa per un anno e chiudere i cordoni della borsa. Fa specie vedere come volti nuovi i soli Coutinho, Castellazzi e Biabiany. Ma del resto l'Inter aveva ed ha ancora la rosa migliore e quindi era compito degli altri, quello di cercare di rinforzarsi per colmare il gap dalla squadra campione. Se da un lato questo discorso non fa una piega, dall'altro bisogna tenere presente che nel calcio è sempre necessario migliorarsi, e non ci si può fermare anche alla luce di quanto si sono rinforzate le dirette avversarie sia in Italia che in Europa.
Benitez è un grande allenatore, ma l'ombra di Mourinho sarà ingombrante per tutta la stagione e ad ogni passo falso da Madrid ci sarà sempre qualcuno pronto a lanciare frecciatine. Del resto ereditare una squadra che ha centrato tutti gli obiettivi nella passata stagione non era facile anche perchè nella migliore delle ipotesi si potrebbe solo eguagliare la stagione precedente.
Se in entrata il mercato ha lasciato a desiderare, in uscita ci sono state tante operazioni e Branca merita una lode per aver piazzato i vari Balotelli, Burdisso e Quaresma a cifre importanti e senza indebolire tecnicamente la rosa. L'operazione Balotelli-City è da 10 e lode. Facendo dunque una media tra le entrate e le uscite quindi all'Inter va comunque un voto alto. Voto 7

Juventus:
alla prima da bianconero, Marotta ha già steccato. Ha rivoluzionato la rosa ma nonostante gli 11 acquisti il gap dall'Inter è rimasto quasi invariato. Tanti buoni giocatori, ma è mancato il campione in grado di fare davvero la differenza. Fortuna che alla fine sia riuscito a piazzare Camoranesi allo Stoccarda. Sarà difficile fare peggio dello scorso anno, ma lo scudetto resta un miraggio. Voto 5

Lazio:
l'arrivo di Hernanes è senza dubbio il fiore all'occhiello della campagna acquisti di Lotito che ha allestito una rosa abbastanza competitiva anche se sarebbe servito uno come Santa Cruz per dare respiro a Floccari ed aggiungere qualche soluzione in più in attacco. La cessione di Kolarov è stata una grande operazione dal punto di vista economico con una plusvalenza straordinaria. Voto 7

Lecce:
i salentini si sono mossi tanti sul mercato ma la grande quantità di giocatori arrivati non ha migliorato più di tanto il livello di una squadra che dopo soli 90 minuti di campionato sembra già spacciata. De Canio potrebbe saltare a breve. Voto 4

Milan:
dopo 50 giorni di critiche Berlusconi è tornato a fare la voce grossa e si è ripreso la scena sul mercato italiano che ormai gli aveva rubato da anni Moratti. L'ultima settimana è stata da ricordare per il Milan che ha chiuso prima il colpo dell'estate con Ibrahimovic e poi ha messo la ciliegina su una torta già abbastanza golosa portando a San Siro anche Robinho. Il ghanese Boateng, Amelia, Sokratis e Yepes completano una campagna acquisti che fino a 10 giorni fa faceva rabbrividire i tifosi rossoneri che ora però sono tornati a sognare.
Le cessioni di Borriello e Huntelaar sono state necessarie per permettere l'arrivo di 2 grandi fuoriclasse che vanno a completare un pacchetto offensivo senza eguali in Europa. La gestione economica e la capacità di trattare di Galliani in quest'estate hanno fatto la differenza con i vari ingaggi spalmati a giocatori senza mercato che hanno permesso di risparmiare qualche milioncino di più da reinvestire. A questo punto Allegri ha tra le mani una rosa che in Serie A puà dire la sua e non è più cosi distante dall'Inter. Fosse arrivato un centrocampista in grado di far rifiatare Pirlo e un grande terzino destro questo Milan avrebbe potuto ambire anche a tornare sul tetto d'Europa. Voto 9,5

Napoli:
dopo la gestione del caso Quagliarella e le parole che hanno preceduto l'arrivo di Lucarelli è quasi impossibile dare un giudizio al mercato del Napoli. La squadra è sostanzialmente quella della scorsa stagione. Cavani è un grande acquisto, mentre di Lucarelli se ne poteva fare a meno. Sosa arriva sotto il Vesuvio non per fare il titolare anche se garantirà respiro a Lavezzi ed Hamsik, ma anche a Cavani all'occorrenza. Yebda al Benfica aveva impressionato positivamente, ma è tutto da valutare in un contesto differente e non era una priorità come poteva esserlo un vero regista in grado di dare i tempi alla manovra.
In definitiva De Laurentiis avrebbe potuto fare qualcosa di più. Voto 5,5

Palermo:
dopo la grande stagione passata era giusto dare continuità ad un progetto importante e Zamparini nemmeno quest'anno ha deluso le aspettative. La rinuncia a Kjaer è dolorosa e fa male a tutto il calcio italiano, ma l'aver trattenuto Pastore ed Hernandez è un grande punto di partenza per Delio Rossi. Munoz ha tutto per poter sfondare e questa potrebbe essere solo la prima stagione di ambientamento prima di esplodere, un pò come per Pastore lo scorso anno. A centrocampo gli arrivi di Joao Pedro e Ilicic sono degli ottimi colpi in prospettiva, mentre Bacinovic non convince. Maccarone si gioca la grande chance della sua carriera e Pinilla va a completare un reparto d'attacco davvero importante. In questa stagione il quarto posto non è un'utopia anche se gestire il doppio impegno tra campionato ed Europa League non sarà facile. Voto 7,5

Parma:
Ghirardi in quest'estate ha deciso di fare le cose in grande e ha messo a disposizione di Marino una squadra molto importante. Giovinco e Candreva sono il fiore all'occhiello di una campagna acquisti tra le migliori del Campionato.
Il portoghese Pereira è un giovane di qualità che potrebbe essere venduto a cifre importanti in futuro e gli arrivi di Paletta e Gobbi vanno a rinforzare una difesa che potrà contare ancora su Antonelli che era richiesto dall'Inter. Voto 7,5

Roma:
nonostante le mille difficoltà finanziarie la famiglia Sensi è riuscita a garantire a Ranieri una buona squadra che si basa sulla rosa dello scorso anno che è stata riconfermata quasi in blocco e potrà contare anche su un Borriello in più che aggiunge all'attacco tutto quello che forse Adriano non potrà dare. Il brasiliano è la grande scommessa di Ranieri e Pradè, ma rischia di essere già persa in partenza viste le condizioni atetiche dell'Imperatore che è visibilmente in sovrappeso e a causa di un infortunio starà fermo per almeno un altro mese. Simplicio potrebbe essere una buona alternativa a centrocampo, ma poco più. L'acquisto di Burdisso è stato una delle poche note liete dell'estate romaista. Voto 6,5

Sampdoria:
dopo l'esclusione dalla Champion's League la società ha tenuto fede alle promesse fatte ai tifosi e non ha venduto i suoi gioielli, ma non ha nemmeno fatto nessuno operazione importante in entrata, ne prima, ne dopo il preliminare. Se in uscita i doriani meritano un 7 per aver trattenuto i migliori, in entrata meritano 2 per gli arrivi di Volta e Curci che vanno a rinforzare la difesa, quindi in definitiva il voto è la media tra entrate ed uscite. Voto 4,5

Udinese:
il mercato della famiglia Pozzo è come sempre da valutare in prospettiva visti i giovani che sono stati messi a disposizione di Guidolin. Tuttavia in uscita le perdite di D'Agostino e Pepe su tutti, ma anche di Lukovic e Motta si faranno sentire. Attenzione ad Armero. Voto 4

giovedì 12 agosto 2010

Pastorini al Chievo Verona

Rodrigo Pastorini ad un passo dalla firma

Il talentuoso attaccante uruguagio Rodrigo Pastorini è ad un passo dalla firma con il Chievo Verona di Stefano Pioli.
Il giocatore del Danubio è ormai aggregato con la primavera della squadra veneta da più di una settimana ed è in procinto di passare alla prima squadra nei prossimi giorni.
Il ragazzo assistito da Daniel Fonseca nei prossimi giorni, al termine del periodo di prova, potrebbe anche firmare un contratto con il Chievo e si è detto molto fiducioso circa il buon esito della trattativa.