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lunedì 26 gennaio 2015

Juan Roman Riquelme


L'ultimo saluto del Diez

Oggi si ritira dal calcio giocato Juan Roman Riquelme. E' un giorno triste per il calcio argentino, sudamericano e mondiale!
Chi non l'ha mai amato non potrà mai capire cos'è stato per quelli che invece lo hanno sempre adorato. 
Con gli xeneizes ha vinto 4 Apertura, 1 Clausura, 3 Copa Libertadores, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Recopa Sudamericana e 1 Copa Argentina.
Juan Roman Riquelme è stato l'unico, vero, ultimo Diez del calcio mondiale e non ci sarà mai più uno come lui.
#GraciasRoman

lunedì 14 dicembre 2009

Banfield Campeòn

Taladro Campione d'Argentina


lunedì 6 luglio 2009

Velez: un justo ganador?


Velez Sarsfield campeòn del Clausura 2009

Vélez: Germán Montoya; Gastón Díaz, Sebastián Domínguez, Nicolás Otamendi, Emiliano Papa; Fabián Cubero, Franco Razzotti, Víctor Zapata; Maximiliano Moralez; Juan Manuel Martínez y Hernán Rodrigo López. Director técnico: Ricardo Gareca.

Huracán: Gastón Monzón; Carlos Araujo, Paolo Goltz, Eduardo Domínguez, Carlos Arano; Leandro Díaz, Mario Bolatti, Patricio Toranzo; Matías Defederico, Javier Pastore; Federico Nieto. Director técnico: Angel Cappa.

lunedì 16 marzo 2009

Chapeau Don Romàn

El dia de Riquelme

"Fue increíble, va a ser un día inolvidable, emocionante. La gente me dio su apoyo,
su cariño. Ellos saben que doy el máximo, es mi club, mi camiseta, intentaré dar
lo máximo para darles más alegrías".
(Juan Romàn Riquelme)

Continua la fuga solitaria del Lanus in vetta alla classifica del Clausura 2009 grazie alla vittoria interna per 2-1 contro il Colon di Santa Fè firmata Diego Valeri e Menendez.
Primo posto solitario per il Granate a 15 punti e un rassicurante +3 sul Velez secondo dopo solo 6 giornate di campionato. Velez che come nello scorso Apertura è partito bene e ieri si è confermato un'ottima squadra pareggiando per 1-1 al Jose Amalfitani contro il River Plate di Nestor "Pipo" Gorosito.
I gol, entrambi spettacolari, sono arrivati nella ripresa, con i Millonarios che si sono portati avanti grazie allo splendido gol di Villagra, vantaggio che è durato solo pochi minuti visto che il Velez ha prontamente pareggiato con la meravigliosa chilena di Lopèz.
La partita che però calamitava le attenzioni del pubblico era quella tra Boca Juniors e Argentinos Juniors per i noti fatti accaduti in settimana tra Riquelme e Maradona.
El Mudo aveva pubblicamente annunciato di voler rinunciare alla Selecciòn per incongruenze con il DT, cosi da scatenare un terremoto mediatico in Argentina con la tifoseria schierata tutta dalla parte del diez boquense.
L'accoglienza del pubblico della Bombonera è stata sensazionale con canti e striscioni tutti in favore di Riquelme che ha ripagato l'affetto della gente sfoderando una grandissima prestazione; la migliore del 2009.
I gol sono stati di Forlin, Figueroa e Palacio per un 3-0 finale inappellabile. Da vedere e rivedere il tacco di Riquelme e poi quello di Palermo nell'azione che ha portato Rodrigo Palacio a segnare il gol del definitivo 3-0.

Velez Sarsfield - River Plate 1-1


Boca Juniors - Argentinos Juniors 3-0


Lanus - Colon 2-1


Intervista a Riquelme nel dopo partita


Tutti i risultati della sesta giornata:


Classifica del Clausura 2009 alla 6ª giornata:

lunedì 9 marzo 2009

La vuelta del los "Diez"


El Rolfi y El Muñeco vuelven a marcar en Primera

El Rolfi marca los dos goles de Independiente frente a Boca Juniors y el "Diablo" vuelve a ganar y olvida una semana muy dificil. El primer tanto de Montenegro es maravilloso, el segundo de penal.



Gallardo marca el 2-1 y el 3-1 en el partido del Monumental frente al Arsenal de Sarandi que estuvo ganado por 1-0. El Muñeco marcò un golazo por el 2-1 con una vaselina increible y el 3-1 con un toque mas facil.



Todos los partidos de la fecha 5 del Clausura 2009:

La tabla de posiciones:

mercoledì 24 dicembre 2008

Boca Juniors campione dell'Apertura 2008

El Boca Juniors es el campeon de Apertura tras la derrota por 1-0 frente a Tigre en el Triangular.

Il gol di Leandro Lazzaro su clamorosa topica di Garcia non è bastato ai matadores del Tigre dell'indomabile Diego Cagna a conquistare il campionato d'Apertura che li ha visti come grande rivelazione.
Alla fine la gloria è tutta per il Boca Juniors che grazie alla differenza reti si laurea campione d'Argentina per la 23ª volta; una vittoria ingigantita dall'ultimo posto in classifica del River Plate che da campione in carica del Clausura, non poteva chiudere in maniera peggiore il 2008.
Il Pelado Carlos Ischia resterà dunque alla guida degli xeneizes anche nella prossima stagione e potrà iniziare a godersi i frutti del lavoro svolto fin'ora alla Casa Amarilla, con l'obiettivo di conquistare la Copa Libertadores che in questa stagione è sfumata in semifinale nell'infuocato catino del Maracanà al cospetto del Fluminense.
Il titolo conquistato va a sommarsi alla Recopa Sudamericana vinta contro l'Arsenal de Sarandi in agosto.
Gli Xeneizes che hanno vinto un campionato che ha un forte valore umano se si pensa che le prime dediche di alcuni dei protagonisti sono state per il compianto presidente Pedro Pompilio scomparso pochi mesi fa e per l'infortunato Martin Palermo che ormai è fermo ai box da tanto tempo per un grave infortunio.
Il periodo compreso tra il Superclasico e la sfida contro il Racing Avellaneda è stato quello in cui gli uomini di Ischia hanno fatto l'impresa recuperando ben 8 punti al Ciclòn di Russo ormai logoro dalla fatica e dallo stress psicologico di un Boca in rimonta.
Gli uomini fondamentali sono stati i "grandi vecchi" come Ibarra, Riquelme e Battaglia eletto miglior giocatore con un plebiscito di voti ed ha raggiunto Schelotto in vetta alla classifica dei giocatori più vincenti della storia xeneize con 16 trofei.
Ai vecchi vanno ad affiancarsi le nuove leve lanciate dal Pelado in questo semestre come Viatri, capocannoniere della squadra, Forlin, difensore dal radioso futuro, Chavez, che con il gol al San Lorenzo ha regalato il titolo, Gaitàn, fine enganche che tutti prospettano come erede del Mudo e il portiere Garcia dalle grandi potenzialità che però è stato sciagurato nelle ultime partite con una serie di errori che potevano costare l'Apertura.






domenica 14 dicembre 2008

Se viene el Triangular

Boca Juniors, Tigre e San Lorenzo hanno avuto la meglio dei loro avversari in quest'ultima giornata di campionto e restano in vetta alla classifica con 39 punti. Ci vorrà dunque uno storico triangolare per decidere la squadra campione di quest'irripetibile Apertura 2008 in Argentina.


Tigre 1 - 0 Banfield
39' M.G. Morel


Argentinos Juniors 0 - 1 San Lorenzo
6' G. Bergessio


Boca Juniors 3 - 2 Colon
9' L.G.L. Figueroa
13' J.R. Riquelme
27' L.G.L. Figueroa
43' N.E. Torres
53' L.M. Valdemarin

lunedì 3 novembre 2008

Capolista in memoria di Pedro



La 13^ giornata dell'Apertura verrà ricordata come una delle più importanti nella storia di questo secondo semestre del campionato 2008. E' stato infatti il giorno dell'aggancio in vetta del Boca che dopo un torneo giocato ad inseguire ora può finalmente gestire le prossime 6 partite dall'alto della classifica anche se in coabitazione con San Lorenzo e Tigre.
Era il 18 ottobre quando il San Lorenzo dopo aver battuto il San Martin si era portato a 11 punti di vantaggio dal Boca che di li a poche ore sarebbe andato a giocarsi una fetta importante di stagione in casa del River.
Da allora sono passati 16 giorni, ma sembra passata un'eternità, in mezzo ci sono state gioie xeneizes e l'immenso dolore per la perdita di Pedro Pompilio, uno degli uomini fondamentali della rinascita del Boca negli ultimi 10 anni.
La partita di ieri sera per gli uomini di Ischia era l'occasione giusta per agganciare i rivali principali di quest'Apertura e di onorare nel migliore dei modi la memoria del grande presidente scomparso in settimana.
La partita è stata vinta e dominata dal Boca Juniors che ha sbloccato il punteggio con il suo uomo simbolo: Juan Roman Riquelme. "El Mudo" non segnava in campionato da più di mille minuti, ma per realizzare l'impresa serviva un suo gol, cosi all'8' una sua punizione velenosa dalla sinistra si è insaccata sul secondo palo, rendendo in salita l'arduo compito del Ciclòn arrivato alla volata finale con il fiato corto.
Nel pomeriggio argentino alla Bombonera, il momento successivo al gol di J.R. è stato senz'altro il più emozionante e toccante dell'intero semestre: tutta la squadra schierata intorno al suo simbolo che indossava una maglietta commemorativa con su scritto "Gracias por todo Pedro" in omaggio al defunto presidente e alla sua famiglia presente in tribuna.
Il resto della partita è stata un quasi assoluto monologo xeneize che con i suoi ragazzini terribili ha messo al muro il San Lorenzo, mancando il colpo del ko per una questione di centimetri. Mouche, Viatri, Gaitan, sono solo alcuni dei canterani della casa amarilla, provenienti da quella cantera che lo stesso Pedro Pompilio si era affrettato a definire la migliore di tutto il continente.
Ora che in vetta al campionato ci sono 3 squadre a 26 punti, sta per scattare la volata finale che in dicembre decreterà i successori del Lanus nell'albo d'oro. Ora come ora i favoriti d'obbligo sono gli uomini di Ischia, ma attenzione a sottovalutare il Tigre di Cagna, e non è detto che per quest'anno l'Apertura non si riservi un finale ad effetto come nel 2006. Il Boca è stato avvertito.......


giovedì 30 ottobre 2008

Un sogno che diventa realtà



Maradona nuovo DT de la Seleccion

Oggi è un giorno molto importante per gli appassionati di calcio, infatti precisamente 48 anni fa a Villa Fiorito nasceva Diego Armando Maradona. Non c'era, dunque, giorno migliore per parlare del suo nuovo incarico di allenatore della nazionale argentina. Sin da quando ha smesso di giocare c'è sempre stato qualcuno che lo ha proposto come selezionatore dell'Argentina e il suo nome ritornava in auge di tanto in tanto ogni qual volta c'era da mettere sulla graticola i vari Bielsa, Pekerman e Basile, ma fin'ora era sempre stata solo un'affascinante ipotesi. Il sogno del grande Diego è diventato finalmente realtà martedi 28 novembre quando il presidente dell'AFA Julio Grondona gli ha comunicato che sarebbe stato lui il nuovo DT della selecciòn.
Nella corsa alla panchina lasciata libera dal dimissionario Basile ha battuto grandi allenatori del calibro di Bianchi, Diaz, Simeone e Batista che più volte sono stati accostati alla panchina che fu del "Coco". Alla fine, però a scegliere è stato Grondona che con una decisione quantomai azzardata e coraggiosa ha deciso di affidarsi al più grande di tutti per risollevare le sorti di una nazionale che non era allo sbando, ma non stava dando i risultati sperati nell'ultimo periodo.
Non starò qui a dire se la scelta è stata azzeccata oppure no, perchè non è mio compito giudicare, ma mi limiterò solamente a commentare la notizia, al contrario di molti giornalisti che prima ancora di vederlo all'opera lo stanno già criticando per l'inesperienza.
Ora come nel 1986 sarà aiutato da Carlos Bilardo che avrà il compito di guidarlo dall'alto, ma in primis Diego ci ha tenuto a ribadire che sarà lui ad andare in panchina, già dal 19 novembre per la sua prima contro la Scozia. Ad affiancarlo ci sarà un bel pezzo di quella Argentina campione del mondo nel 1986, infatti tra i suoi collaboratori figurano i vari Signorini, Brown, Troglio, Batista, Goycochea, Olarticoechea, molto più che semplici uomini del suo staff, ma amici di sempre che con lui hanno condiviso tante gioie e anche qualche dolore.
La Selecciòn del futuro parte da loro, mentre per quanto riguarda i giocatori la mia personale opinione è che sarebbe un peccato bruciare 2 anni di lavoro comunque positivo di Basile e l'ideale sarebbe continuare con quel blocco e pian piano inserire dei volti nuovi senza stravolgere una nazionale che è pur sempre in corsa per un posto ai mondiali e ha perso in finale una Copa America letteralmente dominata.
Al momento della sua nomina Maradona ha subito fatto sapere che darà più libertà a Messi e più spazio a Veron. La Brujita ha avuto il suo spazio anche nella gestione precedente, ma più volte si è messa in dubbio la sua coesistenza con Riquelme, l'uomo cardine del "equipo de memoria" di Basile. Dovrebbe inoltre entrare a far parte in maniera stabile della Selecciòn, Angel Di Maria che ha incantato il mondo alle recenti Olimpiadi.
In attesa di vederlo all'opera non resta che sperare che Maradona come allenatore valgo almeno la metà di quando era calciatore, beh se cosi fosse allora per l'Argentina si preannunciano nuovi tempi di gloria e chissà che il grande Diego non possa sollevare di nuovo una coppa del mondo a 24 anni di distanza da quella volta a Città del Messico.
Auguri.

lunedì 20 ottobre 2008

Derby dal mondo


Il sabato e la domenica di calcio internazionale hanno proposto 2 chicche per gli appassionati di calcio: il derby di Madrid e soprattutto il Superclàsico.
Partendo da sabato, l'Atletico dell'ormai traballante Aguirre aspettava al Vicente Calderòn il Real Madrid di Schuster che stenta a proporre lo spettacolo tanto richiesto dal pubblico, ma è tremendamente concreto. Ci ha messo solo 34'' Van Nistelrooy per trovare la via del goal, laddovè Ronaldo prima ne aveva impiegati 30 e Raul poi, solo 32. Sembrava di rivedere la stessa partita dello scorso anno quando il Real passò subito con Raul e poi nonostante l'Atletico stesse bombardando l'invulnerabile Casillas le merengues raddoppiarono con l'olandese. Stavolta il Real invece ha legittimato il vantaggio con la sventola di Snejder che dopo aver schiaffeggiato le mani del poco reattivo Leo Franco si è schiantata sulla traversa. Da li in poi però il gioco ha latitato con una confusione incredibile a centrocampo in cui solo i 2 volantes aregentini hanno cercato di mettere un pò d'ordine. Alla fine è salito in cattedra come al solito Aguero che ha iniziato a spadroneggiare, ma per trovare il gol, i colchoneros hanno dovuto aspettare il 90' e il piedino caldo di Simao che con una pregevole punizione ha inchiodato il match sull'1 pari. Poteva finire cosi, ma Drenthe al primo affondo è stato messo giù in area dall'inguardabile Heitinga, calcio di rigore per il Real. Al minuto 96' forse la casablanca ha capito di avere in casa un campione vero e proprio che si è preso il pallone e con la personalità che solo i grandi hanno, ha insaccato di precisione. Higuain già ai tempi di Capello aveva deciso un derby, ma stavolta è diverso per come è arrivata la vittoria e per la crescente fiducia che tutto l'ambiente madridista ripone in lui, anche in chiave futura come sostituto degli insostituibili Raul e Van Nistelrooy.
Ieri sera invece al Monumentàl è andato in scena il Superclàsico River - Boca. E' stata subito ribatezzata la partita dell'onore alla vigilia, vista la difficile posizione di classifica di entrambe, ma questa è una partita a se, non c'è classifica che tenga, non c'è pronostico, non c'è partita al mondo paragonabile al Superclasico. Dopo un primo tempo avaro di emozioni con il Boca che collezionava calci d'angolo e il River sempre a ripartire in contropiede con le sventole dalla distanza di Abelairas parate a fatica dall'incerto Garcia, nel secondo tempo è finalmente inizato River-Boca. Una costante degli ultimi anni sono state le espulsioni e per non farsi mancare nulla anche quest'anno, Ibarra ha pensato bene di farsi espellere al 52' per proteste a seguito di una rimessa laterale contesa. L'espulsione avrebbe dovuto indirizzare la partita a favore del River, ma invece ha sortito l'effetto contrario ed ha scatenato l'orgoglio xeneize e soprattutto di Riquelme che quando vede la banda rossa si esalta. Al minuto 60 da una sua pennellata su punizione al centro dell'area è arrivato il vantaggio ospite con una incornata di Viatri, un gol degno del miglior Palermo, uno dei tanti assenti di quest'anno. Dopo il gol è salito in cattedra il diez di Ischia che con giocate degne di un fenomeno, quale lui è, ha gestito a suo piacimento la partita. Troppo poco questo River, troppo piccolo Buonanotte al cospetto di J.R., e troppo confusionario il finale degli uomini di Simeone che si affannavano a cercare il pareggio mentre Riquelme con la sua classe gli nascondeva il pallone per farlo riapparire all'improvviso in ogni dove. Avesse segnato, questo sarebbe ricordato per sempre come il suo Superclàsico, ma per ora va bene cosi, alla fine ha anche abbracciato Caceres con cui in settimana si era scontrato a muso duro ribadendo che "en la cancha todos somos amigos" fuori ognuno vive la sua vita. La sconfitta fa traballare e non poco Simeone a cui resta solo la speranza di fare strada in Copa Sudamericana, dove è atteso da un quarto niente male contro i messicani del Chivas Guadalajara, mentre per il Boca si apre la prospettiva di un semestre positivo, con l'Apertura non del tutto abbandonato nonostante la grande fuga del San Lorenzo a +8 e la Sudamericana come ancora di salvataggio. In poco più di 90' per entrambe le squadre è cambiata una stagione, è questa la magia del Superclàsico.
Sintesi River-Boca 0-1 (60' Viatri)