domenica 18 maggio 2014
Juventus Campione d'Italia
lunedì 10 marzo 2014
Una settimana d'addio
domenica 25 novembre 2012
Allegri si, ma non troppo
domenica 2 ottobre 2011
Passaggio di consegne

lunedì 16 maggio 2011
Milan Campione d'Italia
mercoledì 1 settembre 2010
Che Allegria a San Siro
martedì 31 agosto 2010
I voti al calciomercato
Come ogni anno alle 19:00 si chiude il calciomercato in Italia e con esso terminano le voci, i rumors di un'estate di colpi annunciati o svaniti, ci chiudono le trattative (non per gli svincolati) e ciò che è fatto è fatto, fino al 3 gennaio sarà solo il campo a parlare, in attesa che ricominci la giostra.
Bari: dopo la grande annata dello scorso anno dal Bari tutti ci si attendono una riconferma, ma dopo le operazioni in sede di mercato sarà difficile ripetersi per Ventura e i suoi. I riscatti di Barreto e Almiron sono stati un segnale importante per l'ambiente anche se l'aver perso Ranocchia e Bonucci rappresentano una grave perdita. L'operazione condotta con la Juventus da Angelozzi però è stata magistrale ed è stata incassata una somma davvero importante per un mercato come quello attuale. Ghezzal è un buon colpo in avanti mentre Pulzetti aggiunge poco alla squadra. Voto 6
Bologna: la nuova società si è presentata all'avvio del campionato senza un allenatore e ha deciso di stringere dei legami con club importanti andando a prendere dei giovani interessanti come Khrin ed Ekdal ai quali ha aggiunto l'esperto nazionale uruguagio Perez che ha ben figurato agli ultimi Mondiali. Meggiorini per l'attacco è un buon colpo anche se la coppia con Di Vaio non garantisce le necessarie garanzie anche alla luce dei sostituti che sono poca roba. Molto dipenderà dalla guida tecnica scelta da Porcedda; in pole sembra esserci Malesani, ma sarebbe un clamoroso autogol. Voto 5
Brescia: Diamanti ed Eder aggiungono fantasia ed imprevedibilità ad un reparto offensivo che già annoverava Possanzini e Caracciolo e lo rendono quasi un lusso per una squadra che lotta per la salvezza. Tuttavia il resto della squadra è rimasto quasi invariato e il solo arrivo di Sereni tra i pali sembra poco per ottenere una salvezza tranquilla. Ci sarà da soffrire. Voto 5,5
Cagliari: in questa nuova stagione Cellino ha deciso di puntare sulla continuità di un gruppo che nelle ultime stagioni ha sempre fatto bene, pur cambiando la guida tecnica e affidando la panchina del Sant'Elia a Bisoli che è reduce da 2 promozioni consecutive con il Cesena dalla Lega Pro alla Serie A. Acquafresca in entrata rappresenta la migliore novità mentre per il resto i colpi migliori sono stati riuscire a trattenere gente come Lazzari, Ariaudo e Matri. La grana Marchetti è stata gestita male e a questo punto il portiere titolare dell'Italia agli ultimi Mondiali resta a fare il 3° a Cagliari: assurdo. Voto 5
Catania: quest'anno Lo Monaco ha saputo resistere alle tentazioni del mercato e ha rifutato cifre importanti per trattenere sotto l'Etna i vari Maxi Lopez, Biagianti e Mascara. Il solo arrivo degno di nota è quello di Gomez dal San Lorenzo che però non sembra poter fare la differenza nel nostro campionato. Il capolavoro del direttore è stata la cessione di Martinez alla Juventus per 12 milioni realizzando una plusvalenza notevole. La scelta di Giampaolo in panca è un rischio calcolato, anche se in caso di fallimento il tecnico avrebbe definitivamente bruciato il suo credito guadagnato nel 2005/06 ad Ascoli. Voto 5,5
Cesena: della squadra reduce dalla doppia promozione sono andati via Do Prado e Volta, ma soprattutto il tecnico Bisoli e al suo posto è arrivato Ficcadenti che non sembra all'altezza. Dal Giappone è arrivato il terzino sinistro Nagatomo che potrebbe rivelarsi una scelta molto azzeccata del presidente Campedelli e non solo da un punto di vista commerciale. Budan e Bogdani per l'attacco non sono il massimo e il gol potrebbe essere uno dei problemi di questo Cesena. Jimenez aggiunge fantasia e con Giaccherini (richiesto da mezza A) e Schelotto rappresenta il meglio di questa squadra. Voto 5
Chievo: in panchina dopo diverse stagioni positive al Sassuolo è arrivato Pioli che ha grande voglia ed entusiasmo. Il mercato non è stato scintillante, ma sono arrivati giocatori affidabili come Bogliacino, Moscardelli e Andreolli che rinforzano ogni reparto. La ciliegina finale non è male visto che è arrivato il nazionale svizzero Gelson Fernandes dal Saint Etienne. In difesa inoltre è stato trattenuto Mantovani. Voto 6,5
Fiorentina: per una volta Corvino ha perso lo scettro di Re del mercato e alla fine il mercato della viola si è rivelato un pò deficitario. Boruc non sta vivendo il suo miglior momento e il dualismo con Frey potrebbe rivelarsi una scelta poco intelligente della società. D'Agostino è un'acquisto di qualità, ma è da vedere quanto sia fattibile la sua convivenza con Montolivo. Cerci è ancora alla ricerca di una sua dimensione dopo aver lasciato Pisa. In più l'infortunio di Jovetic ha scosso l'ambiente e non è stato preso un valido sostituto del montenegrino. Mihajlovic dopo l'esperienza di Catania si è gettato a capo fitto in questa nuova sfida, ma forse doveva essere tutelato di più dalla società in sede di mercato. Voto 5,5
Genoa: per quasi 2 mesi il Grifone è stata la squadra che più di tutte in Italia aveva scosso il mercato con colpi a ripetizione e tutti di grande livello. Toni alla sua età rappresenta una grande scommessa, mentre Ranocchia, Miguel Veloso e Rafinha sono 3 certezze che potrebbero far lievitare il livello della squadra di Gasperini. Zuculini è un buon centrocampista, ma se continua a giocare Milanetto è evidente che uno tra lui e Veloso è di troppo. Eduardo tra i pali non dovrebbe sfigurare, mentre Kaladze e Chico sono da valutare. Considerando le cessioni poco dolorose questa squadra si candida ad un posto almeno in Europa League per la prossima stagione. Voto 8
Inter: la stagione del Triplete ha cambiato radicalmente Moratti che dopo anni di acquisti ha deciso di fare cassa per un anno e chiudere i cordoni della borsa. Fa specie vedere come volti nuovi i soli Coutinho, Castellazzi e Biabiany. Ma del resto l'Inter aveva ed ha ancora la rosa migliore e quindi era compito degli altri, quello di cercare di rinforzarsi per colmare il gap dalla squadra campione. Se da un lato questo discorso non fa una piega, dall'altro bisogna tenere presente che nel calcio è sempre necessario migliorarsi, e non ci si può fermare anche alla luce di quanto si sono rinforzate le dirette avversarie sia in Italia che in Europa.
Juventus: alla prima da bianconero, Marotta ha già steccato. Ha rivoluzionato la rosa ma nonostante gli 11 acquisti il gap dall'Inter è rimasto quasi invariato. Tanti buoni giocatori, ma è mancato il campione in grado di fare davvero la differenza. Fortuna che alla fine sia riuscito a piazzare Camoranesi allo Stoccarda. Sarà difficile fare peggio dello scorso anno, ma lo scudetto resta un miraggio. Voto 5
Lazio: l'arrivo di Hernanes è senza dubbio il fiore all'occhiello della campagna acquisti di Lotito che ha allestito una rosa abbastanza competitiva anche se sarebbe servito uno come Santa Cruz per dare respiro a Floccari ed aggiungere qualche soluzione in più in attacco. La cessione di Kolarov è stata una grande operazione dal punto di vista economico con una plusvalenza straordinaria. Voto 7
Lecce: i salentini si sono mossi tanti sul mercato ma la grande quantità di giocatori arrivati non ha migliorato più di tanto il livello di una squadra che dopo soli 90 minuti di campionato sembra già spacciata. De Canio potrebbe saltare a breve. Voto 4
Milan: dopo 50 giorni di critiche Berlusconi è tornato a fare la voce grossa e si è ripreso la scena sul mercato italiano che ormai gli aveva rubato da anni Moratti. L'ultima settimana è stata da ricordare per il Milan che ha chiuso prima il colpo dell'estate con Ibrahimovic e poi ha messo la ciliegina su una torta già abbastanza golosa portando a San Siro anche Robinho. Il ghanese Boateng, Amelia, Sokratis e Yepes completano una campagna acquisti che fino a 10 giorni fa faceva rabbrividire i tifosi rossoneri che ora però sono tornati a sognare.
Napoli: dopo la gestione del caso Quagliarella e le parole che hanno preceduto l'arrivo di Lucarelli è quasi impossibile dare un giudizio al mercato del Napoli. La squadra è sostanzialmente quella della scorsa stagione. Cavani è un grande acquisto, mentre di Lucarelli se ne poteva fare a meno. Sosa arriva sotto il Vesuvio non per fare il titolare anche se garantirà respiro a Lavezzi ed Hamsik, ma anche a Cavani all'occorrenza. Yebda al Benfica aveva impressionato positivamente, ma è tutto da valutare in un contesto differente e non era una priorità come poteva esserlo un vero regista in grado di dare i tempi alla manovra.
Palermo: dopo la grande stagione passata era giusto dare continuità ad un progetto importante e Zamparini nemmeno quest'anno ha deluso le aspettative. La rinuncia a Kjaer è dolorosa e fa male a tutto il calcio italiano, ma l'aver trattenuto Pastore ed Hernandez è un grande punto di partenza per Delio Rossi. Munoz ha tutto per poter sfondare e questa potrebbe essere solo la prima stagione di ambientamento prima di esplodere, un pò come per Pastore lo scorso anno. A centrocampo gli arrivi di Joao Pedro e Ilicic sono degli ottimi colpi in prospettiva, mentre Bacinovic non convince. Maccarone si gioca la grande chance della sua carriera e Pinilla va a completare un reparto d'attacco davvero importante. In questa stagione il quarto posto non è un'utopia anche se gestire il doppio impegno tra campionato ed Europa League non sarà facile. Voto 7,5
Parma: Ghirardi in quest'estate ha deciso di fare le cose in grande e ha messo a disposizione di Marino una squadra molto importante. Giovinco e Candreva sono il fiore all'occhiello di una campagna acquisti tra le migliori del Campionato.
Roma: nonostante le mille difficoltà finanziarie la famiglia Sensi è riuscita a garantire a Ranieri una buona squadra che si basa sulla rosa dello scorso anno che è stata riconfermata quasi in blocco e potrà contare anche su un Borriello in più che aggiunge all'attacco tutto quello che forse Adriano non potrà dare. Il brasiliano è la grande scommessa di Ranieri e Pradè, ma rischia di essere già persa in partenza viste le condizioni atetiche dell'Imperatore che è visibilmente in sovrappeso e a causa di un infortunio starà fermo per almeno un altro mese. Simplicio potrebbe essere una buona alternativa a centrocampo, ma poco più. L'acquisto di Burdisso è stato una delle poche note liete dell'estate romaista. Voto 6,5
Sampdoria: dopo l'esclusione dalla Champion's League la società ha tenuto fede alle promesse fatte ai tifosi e non ha venduto i suoi gioielli, ma non ha nemmeno fatto nessuno operazione importante in entrata, ne prima, ne dopo il preliminare. Se in uscita i doriani meritano un 7 per aver trattenuto i migliori, in entrata meritano 2 per gli arrivi di Volta e Curci che vanno a rinforzare la difesa, quindi in definitiva il voto è la media tra entrate ed uscite. Voto 4,5
Udinese: il mercato della famiglia Pozzo è come sempre da valutare in prospettiva visti i giovani che sono stati messi a disposizione di Guidolin. Tuttavia in uscita le perdite di D'Agostino e Pepe su tutti, ma anche di Lukovic e Motta si faranno sentire. Attenzione ad Armero. Voto 4
giovedì 12 agosto 2010
Pastorini al Chievo Verona
Il giocatore del Danubio è ormai aggregato con la primavera della squadra veneta da più di una settimana ed è in procinto di passare alla prima squadra nei prossimi giorni.
Il ragazzo assistito da Daniel Fonseca nei prossimi giorni, al termine del periodo di prova, potrebbe anche firmare un contratto con il Chievo e si è detto molto fiducioso circa il buon esito della trattativa.
venerdì 29 gennaio 2010
Campioni d'Italia, ma non di stile
Ormai volge quasi al termine la settimana del derby tra Inter e Milan che ha visto i nerazzurri vincitori sul campo per 2-0 con le reti di Milito e Pandev.
In questa settimana però, paradossalmente, non si è parlato tanto dei 90 minuti, quanto dell'infuocato post derby che dura da diversi giorni e sta catalizzando l'attenzione della stampa e degli addetti ai lavori.
I 90 minuti di domenica sera hanno sancito ancora una volta di più la superiorità indiscussa dell'Inter in Serie A che a questo punto ha quasi ipotecato il 4° scudetto consecutivo (non valgono i titoli di cartone assegnati in tribunale); un record quasi impensabile nel calcio attuale, dove è molto difficile restare al Top per diverse stagioni nei campionati di maggiore livello.
La corazzata messa su da Mourinho ha dominato la stracittadina in lungo e in largo, passando subito in vantaggio con un tracciante mancino di Milito che ha capitalizzato al massimo l'errore di Abate in copertura e ha poi raddoppiato con una punizione di Pandev su cui non è esente da colpe Dida.
Il resto della partita è stato caratterizzato dal possesso palla milanista che però non ha trovato sbocchi offensivi per la bravura dei difensori interisti e per la scarsa vena di alcuni interpreti (Pirlo, Beckham e Ronaldinho su tutti).
Questa partita era attesa da tutti come la partita che avrebbe potuto decidere il campionato e indirizzarlo in maniera quasi decisiva: in molti si aspettavano una vittoria del Milan che arrivava al grande appuntamento con molta convinzione, forte di un ottimo stato di forma e reduce da grandissime prestazioni caratterizzate da un gioco avvolgente e brillante, mentre l'Inter non stava vivendo un grandissimo momento di forma, benchè i risultati dicessero il contrario, ma alla fine non c'è stata partita.
Quando si vince una partita in questo modo, c'è solo da sentirsi orgogliosi e manifestare la propria gioia in campo e nelle dichiarazioni del dopo gara e non fare come Mourinho che in barba alla signorilità è andato a sparare a zero contro tutto e tutti ai microfoni dei giornalisti della mix-zone.
A ben vedere le tensioni erano cominciate prima della gara a causa del rinvio di Fiorentina-Milan al 24 febbraio per la concomitanza con l'impegno di Coppa Italia che vedeva il Milan opposto all'Udinese.
Tensioni già alimentate da Oriali che dopo il pareggio di Bari si era augurato di finire il derby in 11 uomini e di non subire torti arbitrali.
Tra teatrini vari si era arrivati a caricare questa sfida di veleni e tensioni che sono culminate nell'espulsione di Sneijder che ha mandato su tutte le furie la panchina dei campioni d'Italia che da li in poi ha iniziato a contestare ogni decisione arbitrale di Rocchi.
Per onestà intellettuale bisogna ammettere che l'epulsione dell'olandese è esagerata, ma a termini di regolamento ci sta tutta ed è stato lo stesso giocatore ad ammettere a mente fredda che in quei minuti era arrabbiatissimo con l'arbitro e di averlo coperto d'insulti già prima per un contrasto fortuito di gioco.
Come se non bastasse Rocchi ha poi concesso un rigore al Milan a partita ormai compromessa e espulso anche Lucio, ma ha graziato Muntari che avrebbe dovuto lasciare il campo anzitempo per un'entrataccia su Gattuso.
Il triplice fischio ha significato la fine delle velleità dei rossoneri di titolo e ha dato il là al rivoltante show dei nerazzurri che hanno dato il meglio di loro stessi mostrando all'Italia intera lo "stile Inter".
Le deplorevoli scene di giubilo dei giocatori al termine della gara sono state uno spettacolo patetico e disgustoso: Materazzi ha iniziato ad abbracciare tutti e saltellare con indosso la maschera di Berlusconi; lo stesso che all'andata dopo il perentorio 4-0 subito era andato a complimentarsi con gli avversari negli spogliatoi.
Poi Mourinho ha iniziato a rilasciare dichiarazioni alle Tv dicendo che avrebbe perso questo derby solo giocando in 6 (o 7) e poi si è detto dubbioso e preoccupato circa il prosieguo del campionato con affermazioni del tipo: «Hanno fatto di tutto per non farci vincere. Figuriamoci cosa sarà per lo scudetto» e «L’arbitro remava contro. Se Ronaldinho avesse segnato il rigore, il recupero sarebbe stato di otto minuti…».
A dar man forte al tecnico portoghese poi è arrivato il fantomatico Ernesto Paolillo che si è detto certo della volontà sleale di qualcuno di riaprire il campionato; poi è stata la volta del presidente Moratti che ha detto di sentir soffiare un vento contrario all'Inter.
Per aver fomentato l'ipotesi di complotto Mourinho e Paolillo sono stati deferiti ed è ormai calato il gelo tra le 2 società milanesi.
Da Via Turati non sono arrivate repliche agli attacchi provenienti da Via Durini, perchè come al solito i vincenti sanno perdere, oltre ad avere un'innata signorilità.
Leonardo non si è abbassato al livello del suo dirimpettaio ed ha cercato di smorzare i toni, mentre Galliani ha preferito sorvolare, ma è chiaro che d'ora in poi i rapporti tra le società meneghine non saranno più gli stessi vista l'arroganza dei campioni d'Italia.
Tutti bravi a parlare e sparlare in questa occasione, parlando di complotti, ma quindi avrebbero dovuto gridare al complotto anche il Chievo e il Siena, viste le sconfitte contro i nerazzurri.
Sconfitta del Bentegodi macchiata da un fallo di mano di Quaresma in area di rigore, cosi come il rocambolesco 4-3 subito dal Siena a San Siro con una punizione inesistente regalata all'Inter nei minuti finali di gara che ha letteralmente ribaltato l'esito dell'incontro.
Ma la lista è lunga e si potrebbe tranquillamente continuare, tanto per rendere l'idea di quanto l'Inter sia stata favorita in questo campionato che sta giustamente dominando e vista la sua forza, non avrebbe bisogno di aiuti arbitrali.
In questa situazione, sarebbe meglio tacere e sorvolare su alcuni episodi, invece di sbottare e gridare al complotto, ma si sa gli interisti sono da anni dei frustrati, con in primis il presidente Moratti e giù a seguire tutti i tifosi, cosi hanno il bisogno di sentirsi al centro dell'attenzione dopo anni di anonimato.
Dopo Calciopoli, con l'uscita di scena di Moggi si pensava che finalmente il male fosse stato estirpato dal calcio italiano, ma la realtà dei fatti è che invece, l'Inter di oggi è come la Juventus della Triade: vincente, antipatica e spudoratamente aiutata dagli arbitri.
A sostenere questa tesi c'è anche il capitano giallorosso Totti che nei giorni passati a Sky Sport aveva affermato: «Per come la penso io, c’è un pizzico di sudditanza psicologica, di tutti, perché hanno paura a parlare male in questo momento dell’Inter, perché poi se avessero il coraggio e la lealtà di dire quello che vedono, sarebbe molto più facile. E, invece, loro negano e negare l’evidenza penso che sia un po’ difficile. Non voglio attaccare l’Inter, perché l’Inter società penso che non c’entra niente, poi i giocatori sono bravi e vincono in campo. Però, qualcosa sotto penso che ci sia. Qualcosa sotto nel senso che hanno dei piccoli aiutini. Quello, purtroppo, c’è sempre stato, fa parte del calcio, come la Juve tanto tempo fa, adesso c’è l’Inter. Io non penso che l’Inter abbia fatto quello che ha fatto la Juve. Purtroppo, sono uscite tutte le intercettazioni e abbiamo capito la verità, quello che c’era dietro. Io non penso che l’Inter abbia fatto la stessa cosa, anche perché loro vincono sul campo, poi gli arbitri possono sbagliare perché non è semplice gestire 90 minuti e non sbagliare almeno una volta. Però, sbagliare sempre allo stesso modo e sempre dalla stessa parte, un po’ ti fa pensare. Questo è quello che volevo dire, non che rubano le partite o l’aiutano. Mi dispiace perché tu ti alleni tutta la settimana e poi sai che tanto loro, o perché sono forti o perché succede qualcosa, vincono sempre».
Da Via Durini gridano allo scandalo, al complotto, ma dimenticano che in Europa (dove dovrebbero essere tutti uguali) non alzano un trofeo dal 1965 e l'ultima finale risale ormai al 1972.
Cosi come lo scorso anno anche quest'anno la compagine nerazzurra è destinata ad abbandonare anzitempo la manifestazione perchè quello che accade in Italia non accade anche in Europa, e quando l'Inter incontra squadre che praticano un calcio totale, va in bambola.
Il Barcellona ha mostrato a tutti i limiti della Beneamata che in 2 sfide contro i catalani ha visto il pallone solo per pochi minuti e ha dovuto inchinarsi allo strapotere degli uomini di Guardiola che sono andati ad umiliare Mourinho e i suoi anche a San Siro senza ottenere i 3 punti, vuoi per l'imprecisione degli attaccanti blaugrana, vuoi per una svista dell'arbitro (che casualità) che non ha visto un tocco di mano in area.
Al Chelsea il compito di rendere giustizia ad una Serie A impotente dinanzi all'Inter che vince anche quando non dovrebbe e non di rado in maniera non del tutto lecita.
L'antipatia che una volta caratterizzava la Juventus ormai è passata in tutto e per tutto alla società di Moratti che dopo anni di sconfitte ha iniziato a vincere (grazie alle disgrazie altrui), e ha dimostrato di non sapere vincere.
Chi perde deve saper ammettere la sconfitta, cosi come chi vince deve riconoscere anche i meriti dell'avversario oltre a rispettarlo, cose che l'Inter non ha mai saputo fare e tanti anni di frustrazioni non hanno fatto altro che peggiorare le cose.
Cari interisti è questione di stile, signori si nasce....
martedì 18 agosto 2009
Work in progress o disastro annunciato?
Analizziamo il nuovo Milan di Leonardo
C'è voluta una vittoria ai calci di rigore contro la Juventus nel Trofeo Berlusconi per far tornare il sorriso in casa Milan dopo un precampionato a dir poco scadente.
Il momento dei rossoneri resta comunque complicato, ma questa vittoria è servita almeno a rialzare il morale dei rossoneri che ad ogni modo non vincono nei 90 minuti regolamentari dalla partita contro il Varese.
Il precampionato del Milan fatto di viaggi tra gli States, Monaco di Baviera, e l'Italia è stato avaro di soddisfazioni ed ha portato in dote ben 9 sconfitte consecutive.
Tra voli intercontinentali, jet lag e mercato di bel calcio se n'è visto poco e si è avuta la netta sensazione che questa nuova squadra sia ancora un cantiere aperto.
La stagione che sta per iniziare è una delle più significative degli ultimi 20 anni: infatti un pezzo della storia recente del club se n'è andato via con gli addii di Ancelotti, Maldini e soprattutto Kakà e questa può essere considerata a tutti gli effetti la prima stagione di vero rinnovamento.
Oltre a loro sono partiti anche i vari Kalac, Emerson e Beckham tornato ai Galaxy dopo il prestito.
La campagna acquisti non è stata di quelle che accendono l'entusiasmo dei tifosi, infatti gli acquisti di Onyewu, Huntelaar, Roma, Abate e Di Gennaro hanno modificato di poco o nulla l'assetto della squadra.
Nel giorno della sua presentazione ufficiale a Milanello il neo tecnico Leonardo aveva detto di voler proporre un calcio offensivo simile a quello del Brasile 1982. Fino ad ora tutto ciò non si è ancora visto, però viste le premesse è difficile che si vedrà in seguito.
La rosa è inferiore a quelle di Inter e Juventus in Italia e ha diverse formazioni davanti in ambito europeo.
Il mercato avrebbe dovuto diminuire il gap tra rossoneri e nerazzurri, ma allo stato attuale delle cose il divario tra le 2 milanesi si è accuito ancora di più. Infatti Moratti ha ceduto Ibra ma ha preso giocatori di altissimo livello come Eto'o, Lucio, Milito e Motta mentre Berlusconi ha svenduto Kakà e non lo ha sostituito, anteponendo le esigenze di bilancio a quelle sportive.
Ma analizziamo la rosa più dettagliatamente: in porta Abbiati ancora non si è ripreso dall'infortunio al ginocchio e ne Storari ne Roma offrono delle adeguate garanzie, per non parlare di Dida che ormai è quasi un separato in casa.
Emblematica la posizione dell'ex numero uno del Messina che da quarto portiere alla ricerca di una sistemazione all'inizio del ritiro ora rischia di difendere i pali nell'esordio in campionato contro il Siena.
Si vocifera che il Milan abbia già bloccato Marchetti per la prossima stagione, ma intanto affronterà la stagione che sta per iniziare con una incognita tra i pali.
La difesa si presenta superiore a quella dello scorso anno grazie all'innesto di Thiago Silva che finalmente è stato tesserato e già nel precampionato ha mostrato ottime cose.
Accanto a lui ci sarà il "miglior acquisto" di quest'anno, ovvero quel Nesta che sembra essersi ripreso dai problemi alla schiena dopo un anno in cui non ha praticamente mai visto il campo.
Grazie alla loro velocità si potrà giocare anche con una difesa più alta rispetto al passato, cercando anche di tenere gli avversari più lontani dall'area.
Con Onyewu, Kaladze, Bonera e Favalli il pacchetto arretrato è ben messo nel mezzo.
Le note dolenti arrivano però dagli esterni: Zambrotta ha ormai una certa età e si limita sempre più spesso al compitino, mettendoci tanto impegno, ma non è più quello di una volta.
Antonini, Oddo e Jankulovski sono assolutamente inadeguati sia come titolari che come riserve.
Servirebbe un buon terzino sinistro in grado di coprire tutta la fascia, ma al momento i nomi scarseggiano.
Era fatta per Cissokho, ma poi con una farsa si è annullato l'affare che era praticamente concluso. I falsi problemi ai denti emersi dalle visite mediche altro non erano che solo una scusa per cercare di far abbassare il prezzo al Porto, ma i lusitani non hanno ceduto ed hanno piazzato il giocatore al Lione praticamente per la stessa cifra.
Si parla del fortissimo Bale, ma difficilmente Berlusconi aprirà il portafogli visto il clima di austerity che circola in Via Turati.
Leonardo aveva espressamente richiesto dei giocatori in grado di arrivare sul fondo e fornire dei continui rifornimenti alle punte, ma a quanto pare il suo desiderio rimarrà tale.
Il centrocampo è praticamente lo stesso dal 2002/03 con Flamini e Ambrosini "intrusi" nel classico Gattuso, Pirlo, Seedorf.
L'olandese ormai da un paio stagioni non fa mistero di non gradire il ruolo di centrocampista e quindi è stato rimpiazzato da Ambrosini che oltre a lottare garantisce anche un buon numero di gol stagionali.
Il francese ex Arsenal può essere l'alter ego di Gattuso, ma all'occorrenza anche di Pirlo non con le stesse caratteristiche.
Nel precampionato è stato il migliore del reparto e meriterebbe il posto da titolare.
Pirlo dopo il lungo tira e molla con il Chelsea è rimasto ed è atteso da una stagione di riscatto viste le ultime deludenti annate. In un centrocampo statico e senza cambio di passo rappresenta sicuramente una svolta l'innesto di Abate che darà brio e velocità sulla destra quando verrà chiamato in causa.
L'attacco è il reparto più discusso dell'estate. A giugno l'obiettivo primario era Dzeko con cui era stato raggiunto l'accordo economico, ma Galliani ha commesso l'errore di contattare prima il giocatore e poi il Wolfsburg.
La dirigenza dei lupi non ha gradito e ha fissato il prezzo a 30 milioni, un prezzo equo per un giocatore di altissimo livello come il bosniaco, ma la cifra era fuori portata per il Milan.
La Confederations Cup è servita a risvegliare l'interesse per Luis Fabiano che Leo non ha mai fatto mistero di preferire a tutti gli altri papabili; però l'offerta fatta pervenire al Siviglia è stata respinta al mittente poichè inadeguata, cosi dopo un fugace interesse per Trezeguet si è preferito virare su Huntelaar che è arrivato per una cifra vicina ai 17 milioni. L'attacco dunque ha una sola certezza: Pato.
Il brasiliano dopo le 18 reti della passata stagione è atteso da un ulteriore miglioramento ed è chiamato a prendersi la squadra sulle spalle cosi come faceva Kakà nei momenti di difficoltà.
Accanto a lui agirà The Hunter che ha dimostrato nella sua carriera di saper fare gol, ma ha bisogno di continui rifornimenti. Inoltre toccherà a lui il compito di dare respiro alla squadra e profondità alla manovra.
I rifornimenti potrebbero arrivargli da Ronaldinho, ma fare affidamento su di lui ormai è diventato un azzardo.
All'inizio del ritiro il tecnico sembrava volesse schierarlo a sinistra riportandolo nella posizione che ricopriva al Barcellona, ma nelle successive uscite è stato schierato sempre a ridosso delle punte alternando grandi prestazioni ad altre pessime.
La condizione atletica ancora non è ottimale, ma sembra aver perso lo spunto per superare l'uomo e spesso preferisce l'assistenza alla soluzione personale evidenziando una mancanza di lucidità nei momenti che contano.
Berlusconi ha detto di vederlo bene come uomo d'area o a ridosso della stessa, Leonardo ogni giorno lo sprona a dare il meglio, cercando di infondergli fiducia, ma la professionalità del brasiliano lascia il tempo che trova e la voglia di mettersi in gioco non è più quella di un tempo. La sensazione è che se girerà lui, girerà tutta la squadra, ma con i se e con i ma non si va molto lontano.
L'eterno Inzaghi e Borriello completano il reparto potendo però garantire un minutaggio ridotto, vuoi per l'età (il primo), vuoi per i continui problemi fisici (il secondo).
Detto ciò è difficile pensare ad un Milan in prima fila in Europa e in corsa fino alla fine in Serie A.
Le scelte di mercato inevitabilmente peseranno nel corso della stagione e a farne le spese potrebbe essere l'incolpevole Leonardo che alla sua prima esperienza in panchina avrebbe meritato una rosa di maggiore caratura cosi come Guardiola lo scorso anno.
Galliani e Berlusconi ormai sono ripetitivi e ridicoli nel ricordare che il Milan è il club più titolato del Mondo a livello internazionale, perchè con le vecchie vittorie di certo non si alzano i trofei futuri.
La realtà dei fatti è che la squadra doveva essere rinforzata e i soldi delle cessioni eccellenti dovevano servire a sostituire a dovere i partenti.
La cessione di Gourcuff è l'ennesima di una lunga serie di errori gestionali equiparabili agli insensati acquisti di Vieri, Emerson, Marcio Amoroso, Grimi, il ritorno di Sheva, Vogel, la frettolosa cessione di Gilardino che stanno pian piano facendo scemare la fiducia dei tifosi verso la dirigenza.
Berlusconi e Galliani hanno dato tanto al Milan cosi come Braida, ma ora forse è giunto il momento che si facciano da parte e lascino la società a chi ha davvero voglia di investire e di riportare il club più titolato al Mondo sul trono che gli compete.
lunedì 8 giugno 2009
Kakà ya es un "Galactico"
Ormai è attesa solo l'ufficialità del passaggio di Kakà al Real Madrid dopo che il fuoriclasse brasiliano ha superato le visite mediche a cui è stato sottoposto dal dottor Hernandez all'ospedale Esperanza di Recife.
Ormai le speranze che resti in rossonero sono pressochè nulle e già da domani il suo nome resterà solo un ricordo dalle parti di Milanello.
Se da un lato migliaia di tifosi dovranno rammaricarsi per la perdita di un campionissimo del suo calibro, dall'altro ci sono milioni di tifosi merengue sparsi per il mondo pronti a sognare con il loro nuovo idolo.
Kakà è il primo grande colpo di Florentino Perez e c'è da giurarci che a lui faranno seguito altri grandi nomi perchè il nuovo presidente merengue è intenzionato a mettere su un nuovo dream team per tornare sul tetto del Mondo.
I grandi nomi si sprecano, ma se è vero che arriveranno altri grandi giocatori è alquanto utopistico pensare che possano coesistere tutti all'interno di una squadra. Dunque sarà necessario sfoltire la rosa e acquistare con oculatezza perchè già è naufragato una volta il progetto "Galacticos" e un bis sarebbe davvero disastroso per un Real mai cosi lontano dal Barcellona.
Kakà e Negredo sono già stati acquistati; potrebbero arrivare Albiol per la difesa, Xabi Alonso a centrocampo, uno tra Ribery e Cristiano Ronaldo sugli esterni e Villa dal Valencia.
Il sogno resta sempre Cristiano Ronaldo che ormai da un paio d'anni sembra destinato al Real.
Se dovesse arrivare il portoghese, andrebbe a comporre una coppia da sogno con Kakà e aumenterebbero in maniera esponenziale le chances di vittoria in Liga e in Champions per la squadra di Pellegrini.
Non resta che chiedersi se mettere cosi tanti galli nello stesso pollaio alla fine non possa rivelarsi deleterio visto che all'interno di una squadra che vuole vincere bisogna avere prima di tutto degli equilibri ben definiti. Resta da decifrare anche il ruolo che avrà Raul, fin'ora intoccabile, ma che ormai potrebbe essere messo in discussione se dovessero restare Higuain e Huntelaar e se dovesse arrivare anche Villa a completare il reparto offensivo.
Pellegrini dunque avrà il suo bel da fare, ma se il cileno avrà dei dolci dilemmi da risolvere, il brasiliano Leonardo avrà già perso il sonno visti i dubbi che attraversano la campagna acquisti del Milan.
Perso il giocatore più forte, è mia opinione che non lo si dovrebbe sostituire perchè al mondo non esiste un altro Kakà. Ci sarebbe Ribery che ha caratteristiche simili, ma siccome è nel mirino di Perez il suo acquisto è molto difficoltoso.
Meglio puntare su Ronaldinho come sostituto di Kakà e rinforzare la rosa in altri reparti come la difesa, sia la centro che sulle fasce e l'attacco.
In queste ultime ore si parla di un repentino avvicinamento a Edin Dzeko del Wolfsburg che dunque escluderebbe l'arrivo di Adebayor, ma per ora sono solo voci. L'unica cosa certa è che Kakà lascerà il Milan dopo 6 stagioni in cui ha vinto tutti e ha incantato come pochi altri nella storia rossonera.
Un campione dal volto pulito arrivato a Milano in punta di piedi che ha saputo conquistare tutti sin dalle prime apparizioni.
Campione d'Italia al primo colpo, poi Campione d'Europa e Campione del Mondo e a suggello di un 2007 stratosferico è arrivato il Pallone d'Oro che lo ha consacrato come miglior giocatore del Mondo.
Di lui i tifosi rossoneri potranno solo ricordare le accelerazioni, i suoi tocchi di palla, i suoi tiri, la sua corsa a testa alta (come solo i grandi sanno fare), gli assist e le fantastiche emozioni regalate nelle notti di Champions.
A breve lo stesso Ricky dal Brasile in una conferenza stampa dovrebbe annunciare il suo passaggio alla Casablanca, che concluderà ufficialmente la sua avventura al Milan.
I dettagli economici del traferimento ancora non sono noti, ma Kakà quasi sicuramente firmerà un contratto di 6 anni con il Real e verrà presentato al Bernabeu verosimilmente alla fine della Confederations Cup.


