lunedì 26 gennaio 2015
Juan Roman Riquelme
lunedì 5 gennaio 2015
venerdì 16 maggio 2014
Intervista a Rodrigo Pastorini
lunedì 14 febbraio 2011
Obrigado Ronnie

domenica 25 luglio 2010
Guti, siempre Guti
"Mi corazón siempre estará aquí". Dopo 24 anni passati a vestire la maglia del Real Madrid (di cui 15 in prima squadra) José Maria Gutiérrez Hernández meglio noto come Guti, con nessuna frase avrebbe potuto chiudere meglio la sua storia con i Galacticos.
Quest'oggi lascia il club merengue per chiudere la sua carriera in Turchia con la casacca bianconera del Besiktas di Bernd Schuster.
Si chiude oggi una etapa della sua carriera e anche della storia del Real visto che il gol numero 5000 nella Liga dei blancos e il 500° in Champion's portano entrambi la sua prestigiosa firma.
Lascia tutti dopo 541 partite e 77 gol, e dopo aver contribuito alla conquista di 5 Liga, 3 Champion's League, 2 Coppe Intercontinentali, una Supercoppa Europea e 4 Supercoppe di Spagna.
I tifosi del Bernabeu potranno solo ricordare i suoi immensi lampi di genio, i suoi fantastici assist e la sua grandissima qualità; un giocatore di cui Zidane e Ronaldo dissero rispettivamente: "Guti hace cosas que no las hace nadie en el mundo" e "Es excepcional. Para mí es una honor jugar con él".
Da oggi, 25 luglio 2010 Guti non è più un giocatore del Real Madrid, e domani con l'addio ufficiale di Raul se ne andrò un'altro pezzo della storia recente del club blanco.
Nel giorno del suo addio non sono mancate delle dichiarazioni al miele nei suoi confronti:
Valdano: "Se marcha un jugador único"
Sergio Ramos: "Se va del Madrid uno de los grandes del fútbol"
Florentino Pérez: "Guti sabe que el madridismo no le olvidará"
Ecco infine alcune parti salienti della sua conferenza stampa d'addio:
"He podido vivir con ellos momentos muy buenos y me voy sabiendo que el madridismo me quiere".
giovedì 6 agosto 2009
Tale padre, tale figlio
La revancha de la Brujita
Juan Sebastián Verón, basterebbe il nome per rievocare grandi momenti di calcio internazionale dell'ultima decade.
Ormai è passato quasi un mese dalla conquista della Copa Libertadores e con un pò di ritardo è giunto il momento di rendere omaggio al simbolo dell'Estudiantes, al giocatore che all'indomani della finale è stato definito il più grande della storia del Pincha dal tecnico Sabella.
Parole di stima che arricchiscono la lunga lista di elogi ricevuti in carriera, elogi che però sembravano essere finiti in seguito al suo ritorno in Argentina.
Il calcio europeo e in particolare quello italiano lo avevano dato per finito troppo presto, ma negli ultimi anni a Mar del Plata la Brujita si è tolta delle belle soddisfazioni e zittito molti dei suoi detrattori.
I suoi 9 anni in Europa sono stati coronati da successi, ma anche incomprensioni e critiche a volte molto dure.
Gli inizi nella Genova doriana lasciavano già intravedere le potenzialità di quello che sarebbe diventato poi il cuore del Parma e della Lazio poi. Prima in Emilia e poi a Roma l'argentino ha vissuto i momenti più belli della sua parentesi nel vecchio continente.
Ad inizio millennio era uno dei migliori centrocampisti d'Europa come dimostra la cifra sborsata dal Manchester United per accaparrarselo. All'Old Trafford però non è riuscito mai ad entrare nel cuore dei tifosi che gli imputavano di essere troppo lento e individualista, cosi dopo sole 2 stagioni (e una Premier vinta) è stato uno dei primi acquisti dell'era Abramovich a Londra.
Nemmeno a Stamford Bridge però è riuscito a sfondare cosi ha deciso di ritornare all'Inter dal suo vecchio estimatore e compagno di squadra alla Lazio e alla Samp Roberto Mancini.
L'Inter del pre-calciopoli però era una squadra perdente, costruita male e con diversi problemi interni. Ciò nonostante arrivò la vittoria in Coppa Italia e poi un suo gol al Delle Alpi di Torino regalò anche una Supercoppa Italiana contro la Juventus.
Nella sua seconda stagione interista il progetto tattico del Mancio del doppio regista naufragò in fretta e la sua convivenza con il cileno Pizarro si rivelò un problema, cosi al termine di quella stagione e in piena bufera Calciopoli, Veron decise di ritornare in patria.
All'Estudiantes fu subito accolto come un Re, ma nessuno, lui compreso poteva immaginare che sarebbe stato solo l'inizio di una nuova giovinezza, ricca di soddisfazioni e vittorie.
Sotto la sapiente guida del Cholo Simeone il Pincha riusci nell'impresa di rimontare il Boca Juniors nella rincorsa all'Apertura 2006. All'ultima giornata, complice la sconfitta del Boca in casa contro il Lanus, ci fu l'aggancio in vetta e il susseguente spareggio per il titolo al Jose Amalfitani.
I gol di Pavone e Jose Sosa regalarono all'Estudiantes il titolo che mancava ormai da tempo immemore e Veron conquistava cosi il suo primo trofeo in Argentina a 31 anni suonati. Grazie a quell'impresa Veron riusci a meritare anche la convocazione nella Selecciòn per la Copa America 2007.
La sua convivenza con Riquelme si rivelò possibile e l'Argentina sembrava dover mettere in scioltezza le mani sulla Copa, salvo arrendersi in finale al Brasile di Dunga.
Quella sconfitta ha messo fine alla generazione dei perdenti di successo in Argentina di cui lui è degno esponente in compagnia dei vari Ayala, Riquelme, Abbondanzieri, Crespo, Zanetti, Sorin, ecc...
Quando il suo feeling con la nazionale sembrava finito però, il suo Estudiantes ha ripreso a volare e anche Maradona, nuovo Ct della Selecciòn, non ha potuto fare a meno ci convocarlo di nuovo in nazionale.
Dopo la vittoria in patria, infatti, il Pincha ha iniziato ad assumere una dimensione internazionale sotto la guida di Astrada che ha condotto i suoi fino alla finale di Sudamericana nel 2008 persa per un soffio al Beira Mar di Porto Alegre contro l'Internacional dopo aver rimontato in trasferta il gol di Alex che sembrava spegnere le speranze di vittoria di Veron & Co. già all'andata.
Al termine della stagione nonostante tutto però è stato eletto Pallone d'Oro del Sud America tra lo scetticismo di alcuni addetti ai lavori che lo reputavano più un premio alla carriera, che alla stagione giocata.
Il 2009 però è stato l'anno della revancha, rivincita verso il calcio brasiliano, rivincita verso tutti quelli che ormai da anni lo davano per finito, rivincita non solo per lui, ma anche per i vari Boselli, Andujar e Gastòn Fernandez.
Il cammino in Libertadores è stato netto, senza sbavature e costellato da importanti affermazioni esterne che hanno sancito la forza dell'11 di Sabella.
Per arrivare alla finale l'Estudiantes ha dovuto avere la meglio degli ostici uruguagi del Defensor e del Nacional, sconfitti addirittura a Montevideo.
In finale invece hanno trovato ad attenderli i brasiliani del Cruzeiro, veri favoriti per la vittoria finale dopo aver eliminato il fortissimo Gremio in semifinale.
Cosi come nell'Apertura 2006 il Pincha ha dovuto rincorrere l'avversario e ha conquistato la vittoria in rimonta.
Lo 0-0 di Mar del Plata regalava più di una speranza alla Raposa di alzare la Copa e il gol di Henrique ad inizio ripresa lasciava presagire un epilogo quasi scontato. I gol di Fernandez e Boselli però hanno consentito ad un Estudiantes magistralmente guidato in campo da un sublime Veron di mettere le mani sulla Copa dopo lunghissimi anni di attesa.
All'indomani della vittoria a Belo Horizonte il tecnico Sabella si è sbilanciato definendo Veron il miglior giocatore della storia dell'Estudiantes. Addirittura meglio di suo padre Juan Ramòn.
La Copa sarebbe potuta finire nella bacheca del Mineirao, ma non sarebbe stata la stessa cosa, era troppo suggestivo il passaggio di consegne da Veron padre a Veron figlio ultimi 2 capitani del Pincha che si issa sul tetto del Sud America.
Per eguagliare suo padre a questo punto non gli resta che salire sul tetto del mondo e quindi battere il Barcellona nella finale del Mondiale per Club.
A quel punto potrà davvero essere considerato il miglior giocatore della storia del club, anche meglio di suo padre che dal canto suo però nel 1968 è riuscito a conquistare il Mondo con un gol all'Old Trafford contro il Manchester United, firmando senz'altro il momento più alto nella storia ultracentenaria del club di Mar del Plata.
A Veron il compito di diventare il più grande di sempre a 34 anni e cercare di fare ancora di più visto che nel 2010 ci sono i Mondiali e per lui sarà l'ultima possibilità di vincere qualcosa di importante con la maglia della Selecciòn e come lui stesso ha dimostrato in questi anni, non è mai troppo tardi per vincere.
giovedì 21 maggio 2009
Nashat Akram è del Twente
Il centrocampista iracheno Nashat Akram ha firmato un contratto di 3 anni, con opzione per il quarto, con gli olandesi del Twente Enschede.
Il nazionale iracheno lascia cosi a parametro zero l'Al-Gharrafa dopo una stagione da protagonista con 32 presenze e 10 reti.
Le sue prime parole da giocare del Twente sono state: "Giocare in Europa è un sogno che diventa realtà. Il Twente è una buona squadra con un grande allenatore".
Ecco a voi un video per conoscerlo meglio:
mercoledì 20 maggio 2009
Roger Guerreiro
Roger Guerreiro è un esterno sinistro di centrocampo, mancino naturale, normolineo, molto dotato fisicamente (187 cm x 82 kg). Come detto gioca largo a sinistra sulla linea mediana, ma è un giocatore che ama spaziare e spesso svaria su tutto il fronte offensivo alternandosi tanto a sinistra quanto a destra, ma non disdegna nemmeno la posizione di trequartista.
lunedì 11 maggio 2009
Roberto Merino
venerdì 1 maggio 2009
lunedì 27 aprile 2009
Shownaldo
É um sonho fazer golonde o Pelé fez tantoe ser Rei mesmo que por um dia
(Ronaldo)"
lunedì 16 marzo 2009
Fàbio
Fábio Deivison Lopes Maciel, meglio noto semplicemente come Fabio è il portiere del Cruzeiro da ormai 4 anni e la sua costanza di rendimento è davvero sensazionale, soprattutto nell'ultimo anno.
Nato a Nobres il 30 settembre del 1980, ha iniziato la sua carriera con il piccolo club paranaense dell'União Bandeirante per poi trasferirsi all'Atletico Paranaense nel 1998. Una sola stagione con il Furacão e trasferimento al Cruzeiro e al Vasco poi con cui giocherà 4 anni vincendo un Brasileirao, una Copa Mercosul e un Campionato Carioca prima di ritornare nuovamente al Cruzeiro nel 2005. A Belo Horizonte è il N°1 indiscusso da diverse stagioni e con la Raposa ha conquistato il Mineirao nel 2006 e nel 2008.
Da molti è considerato attualmente in miglior portiere del Brasile, ma non è azzardato parlare di lui come uno dei migliori al Mondo.
Fàbio è dotato di un fisico potente, elastico ed esplosivo (190 cm x 93 kg). Tra i pali è insuperabile ed è molto coraggioso nelle uscite, sia a terra che in elevazione.
Nonostante il fisico imponente ha una reattività incredibile e riesce a tuffarsi su entrambi i lati con grande prontezza e disinvoltura.
Ha dei mezzi tecnici davvero notevoli e quando distende il suo metro e novanta è praticamente insuperabile; sono proverbiali le sue parate a mano aperta (molte presenti nel video) su conclusioni quasi a botta sicura degli attaccanti avversari. E' bravo a comandare la difesa e infonde sicurezza al reparto grazie alla sua tranquillità; a 29 anni ha la maturità necessaria per sbarcare in Europa e ha i mezzi per non sfigurare, anzi per consacrarsi come uno dei top nel ruolo.
A tratti sembra davvero sprecato per il Brasileirao, infatti lo scorso anno ha giocato tutte le gare, risultando, a conti fatti, il giocatore più decisivo del Cruzeiro, anche più decisivo dei vari Guilherme, Ramires e Wagner.
Il suo contratto con la Raposa scadrà il 30 dicembre 2009, e molti club si sono già mossi per acquisirlo; la valutazione si aggira sui 5 milioni di euro e sembra essere davvero irrisoria per un giocatore di questo calibro.
Inoltre avendo il passaporto italiano non dovrebbe avere problemi di tesseramento e in definitiva è un investimento che varrebbe davvero la pena fare, soprattutto per i club di medio-alto livello.
domenica 15 marzo 2009
Michel Bastos
In questa stagione in Europa uno dei giocatori più migliorati rispetto all'anno scorso è senza dubbio Michel Bastos del Losc Lille Mètropole, tanto da diventare in poco tempo uno degli uomini mercato più ricercati del continente.
Michel Fernandes Bastos è nato il 2 agosto del 1983 a Pelotas, terza città per popolazione del Rio Grande do Sul situata a circa 250 km da Porto Alegre, capitale dello Stato.
Ha iniziato la sua carriera professionistica con la squadra della sua città, Esporte Clube Pelotas, per poi trasferirsi nel 2001 in Olanda al Feyenoord. La sua esperienza olandese ben presto si rivela un fallimento e l'anno seguente si trasferisce all'Excelsior Rotterdam, ma le cose non vanno molto meglio.
Il suo ritorno in Brasile all'Atletico Parananense non è molto fortunato e dopo una stagione anonima si trasferisce in prestito prima al Gremio e poi alla Figueirense nel 2005 con cui realizza il primo exploit della sua carriera: 34 presenze e 10 gol nel Brasileirao.
Un breve ritorno all'Atletico Paranaense e pronto ritorno in Europa, stavolta da giocatore vero. Il suo approdo al Lille avviene nel 2006 e le prime 2 stagione scorrono via senza particolari sussulti, ma nell'estate del 2008 l'approdo di Claude Pauel al Lione e l'arrivo di Rudy Garcia sulla panchina del Lille, segna la svolta nella carriera di Bastos.
In precedenza giocava più arretrato, mentre ora nel ruolo di esterno sinistro di centrocampo nel 4-5-1 di Garcia ha trovato la sua posizione ideale.
Questa stagione è senz'altro la migliore della sua carriera e i numeri sono tutti dalla sua parte: 27 partite in Ligue 1 condite da 11 gol e 7 assist, uniti ad una costanza di rendimento eccezionale.
Mancino naturale, normolineo potente (178 cm x 74 kg), esplosivo e veloce sul lungo. Ha mezzi fisici importanti supportati da un'ottima tecnica individuale. Nasce esterno di fascia sinistra più arretrato, ma ormai si è stabilizzato nel nuovo ruolo di esterno alto in cui sta rendendo al meglio anche dal punto di vista realizzativo.
Tende spesso a cercare il fondo per andare al cross forte e calibrato con il suo mancino. I movimenti senza palla sono molto buoni e dispone anche di un notevole tempismo negli inserimenti.
Il dribbling è pulito ed efficace anche partendo da fermo, ma la sua qualità migliore è indubbiamente il tiro: secondo molti addetti ai lavori dispone del miglior sinistro della Ligue 1, nonchè del tiro più potente del campionato.
Le sue conclusioni a rete sono delle vere e proprie saette e in questo fondamentale ricorda molto da vicino Roberto Carlos (non è un'eresia). In questa stagione più volte si è esibito in calci di punizione da distanze siderali che qualche volta sono andati anche a bersaglio.
Visti i trascorsi da terzino è abile anche in copertura e raramente lascia sguarnita la sua fascia di competenza, ma non di rado in partita si ritrova anche ad essere il giocatore più avanzto del Lille vista la grande mobilità di Vittek che arretra consentendo cosi a Bastos e Obraniak di inserirsi nello spazio (20 gol in 2 fin'ora in campionato).
Il suo contratto scade il 30 giugno del 2012 e la sua valutazione attuale si aggira intorno ai 15 milioni di Euro.
Sarebbe l'ideale alla Juventus per il dopo Nedved o anche ad una Roma che vuole tornare a puntare sul 4-2-3-1, ma per prenderlo bisogna fare in fretta visto che il Bayern Monaco si è già mosso con decisione su di lui, iniziando a cautelarsi per un'eventuale partenza di Ribery, ma attenzione anche al Cska Mosca che potrebbe puntare su Bastos nel caso dovesse cedere alle lusinghe dei club inglesi per Zhirkov ormai richiestissimo da mezza Europa, come lui del resto.
sabato 21 febbraio 2009
Van der Sar a un passo dal record
Quest'oggi il portiere del Manchester United, Edwin Van der Sar potrebbe stabilire un nuovo record di imbattibilità. Non subisce reti infatti da 13 partite e ben 1302 minuti; un'enormità per il calcio attuale e soprattutto per un campionato ipercompetitivo come la Premier League.
Dopo aver superato nella speciale classifica Abel dell'Atletico Madrid che nel 1990/91 si fermò a 1275 minuti, ora Van der Sar ha nel mirino Dany Verlinden, storico portiere del Bruges che detiene il primato europeo di imbattibilità, fissato a 1390 minuti nel '90.
All'olandese mancano dunque "solo" 89' per stabilire un nuovo record e quest'oggi ha la chance di entrare nella storia nell'incontro di Premier League tra Manchester United e Blackburn all'Old Trafford.
Una partita facile sulla carta, che però nasconde delle insidie, soprattutto sotto il profilo della concentrazione, visto che martedi a San Siro andrà in scena l'andata dell'ottavo di Champions tra Inter e Red Devils e questa partita potrebbe essere vista più come un "fastidio" dagli uomini di Ferguson.
Se dovesse riuscirci Van der Sar dovrà sicuramente condividere il merito dell'impresa con i "suoi" difensori che hanno eretto una vera e propria diga davanti alla porta e nonostante qualche saltuaria assenza, i sostituti (Evans, Rafael, O'shea) si sono sempre dimostrati all'altezza.
Dopo aver superato il record di Verlinden, Van der Sar potrebbe infine fare un pensierino al record assoluto di Mazaropi del Vasco da Gama, estremo difensore di una storica linea difensiva che passerà poi alla storia come "barreira do fogo", che a cavallo tra il 1977 e il 1978 mantenne inviolata la sua porta per 1816 minuti. Un record di un altro calcio e di un altro tempo, forse destinato a rimanere quasi eterno vista la maggiore competitività del calcio attuale, ma sognare non costa nulla.
martedì 3 febbraio 2009
Arshavin signs for Arsenal
Arsene Wenger said about him: “We are delighted to have signed Andrei Arshavin, he is a player I have admired for a long time. He is a versatile player with great experience, who will add real quality to our squad. Andrey is an exciting impact player with a huge amount of ability and has been an influential force with both Zenit St Petersburg and the Russian national team in recent seasons.”
This is one the first interviews as a Gunner:
domenica 1 febbraio 2009
Raul: ¡307 goles!
Con el gol de ayer frente a Numancia Raul igualò Alfredo Di Stefano con 307 goles con la camiseta blanca y ya està en la historia del Real Madrid.
Los 307 goles de Raúl:
Liga: 503 partidos, 214 goles
Liga de Campeones: 123 partidos, 64 goles
Copa del Rey: 35 partidos, 18 goles
Supercopa de España: 12 partidos, 7 goles
Supercopa de Europa: 3 partidos, 1 gol
Copa Intercontinental: 3 partidos, 1 gol
Mundialito de clubes: 4 partidos, 2 goles
Su gol 307:
lunedì 26 gennaio 2009
Lionel Messi
Credo sia giunto il momento di rendere omaggio a Leo Messi. Nella stagione che sta segnando la riscossa dell'inarrestabile Barcellona di Pep Guardiola, l'argentino è il giocatore più determinante.
Si el Barça es más que un club, Messi es más que un jugador. Para el Barça, es un honor tenerle entre nosotros. El Barça está hecho para Messi, y Messi está hecho para el Barça
domenica 18 gennaio 2009
Saturday's Top Goals
Pato regala al Milan la vittoria contro la Fiorentina nell'ultima partita di Kakà a San Siro
martedì 13 gennaio 2009
Alexandre Pato
La doppietta di Pato all'Olimpico di Roma ha sancito forse la definitiva affermazione del giovane brasiliano nel campionato italiano a distanza di un anno dal suo esordio.
Lo scorso anno si era presentato con un gol all'esordio in Serie A contro il Napoli, utile a regalare la prima vittoria casalinga del Milan nel campionato 2007/08.
I mesi che hanno preceduto il suo esordio sono stati di attesa, da parte di tutti. C'era chi non lo riteneva pronto, chi invece lo aspettava come il salvatore della patria e alla fine lui ha messo tutti d'accordo con un impatto tremendo con la serie A.
Gol all'esordio, poi una fase di calo e doppietta al Genoa, poi forse ha raggiunto il punto più alto nella passata stagione con il gol alla Fiorentina che è valso al Milan la vittoria nello scontro diretto, ma l'infortunio alla caviglia del Franchi lo ha tenuto lontano dai campi per un pò. Nei restanti 3 mesi di stagione ha raggiunto il notevole bottino di 9 gol in 17 giornate: numeri impressionanti per un debuttante di soli 18 anni.
In mezzo c'è stato anche l'esordio nella Seleção a Londra, bagnato con il gol vittoria alla Svezia. Da sempre ha avuto un feeling particolare con gli esordi, bagnati quasi sempre da un gol: cosi è stato nel Brasileirao, in Serie A, nella Seleção, in Libertadores e nel Mondiale per Club.
L'avventura con l'olimpica brasiliana non è stata delle migliori per Pato e anche il suo inizio di campionato non è stato brillantissimo, ma dal gol allo Zurigo in Uefa, si è sbloccato e ha messo a segno fin'ora 10 gol stagionali tra A e UEFA che sommati a quelli della passata stagione parlano di 36 partite ufficiali in A e ben 17 gol a soli 19 anni, tanto per cambiare nessuno come lui. In particolare nelle ultime 2 giornate ha segnato 4 gol con delle giocate che fanno pensare subito al predestinato, al fenomeno.
Contro l'Udinese si è esaltato con 2 gol e giocate di classe cristallina, ma contro la Roma ha fatto ancora di più: primo gol facile a porta vuota e secondo da campionissimo. L'accelerazione su Mexes è stata impressionante e il tocco sotto delizioso; una giocata che gli è valsa elogi a iosa nel dopo-partita da compagni e avversari rimasti stupiti dalla sua qualità abbinata ad una velocità supersonica.
Sui 100 vale un tempo intorno a 10"7 e parlando della sua velocità il tecnico Braga disse, tempo fa: "E’ più veloce del primo Ronaldo e di Luis Fabiano. Diciamo che è veloce come Henry".
In un anno in Italia di lui si sono viste molte cose e si sono intraviste le sue incredibili potenzialità future.
Era arrivato con le credenziali del fenomeno e ha mantenuto in pieno le promesse con un rendimento sotto porta notevole per un ragazzino di 19 anni su cui si addensavano un mare di attese e tantissima pressione mediatica.
Lo scorso anno si pensava a lui come una prima punta, ma in questo periodo si è dimostrato ancora una sorta di 9 e mezzo, con un fisico ancora da potenziare per diventare a tutti gli effetti una prima punta. Il suo repertorio tecnico è sconfinato: velocità supersonica, un grande controllo palla, tiro secco e potente e un'arma che è mancata agli ultimi grandi centravanti verdeoro: il colpo di testa.
Pato infatti è un'abile colpitore di testa ed è bravo anche ad andare in anticipo sul difensore. Quando ha voglia di giocare è letteralmente inarrestabile, ma il suo più grande difetto per ora è la mancanza di continuità. In alcune partite infatti da l'impressione di essere svogliato e superficiale.
Tra i difetti tecnici da limare c'è un dribbling portato troppo sotto l'avversario, troppo stretto e per uno con la sua velocità piuttosto che dribblare potrebbe essere più utile lanciare la palla in avanti e correrci dietro. Di tempo per maturare ne ha e con Kakà e Ronaldinho alle spalle avrà sempre un punto di riferimento alle spalle per non rischiare di bruciarsi.
Il Milan del futuro deve obbligatoriamente partire da lui che rappresenta quanto di meglio possa proporre il calcio mondiale tra gli under 20. Secondo Ancelotti è destinato a diventare il miglior attaccante del mondo nei prossimi 10 anni, ma se continuerà a giocare in questo modo c'è da giurarci che per vedergli alzare qualche premio individuale importante si potrebbe aspettare anche molto meno.
In fondo lo si era capito già quel 26 novembre del 2006 quando entrato a partita in corso Alexandre Pato da Pato Branco all'esordio nel Brasileirao, segnò il suo primo gol da professionista dopo soli 90 secondi dal suo ingresso in campo.
Ecco una breve compilation con gli ultimi gol di Pato in campionato:

