mercoledì 1 settembre 2010
Che Allegria a San Siro
martedì 31 agosto 2010
I voti al calciomercato
Come ogni anno alle 19:00 si chiude il calciomercato in Italia e con esso terminano le voci, i rumors di un'estate di colpi annunciati o svaniti, ci chiudono le trattative (non per gli svincolati) e ciò che è fatto è fatto, fino al 3 gennaio sarà solo il campo a parlare, in attesa che ricominci la giostra.
Bari: dopo la grande annata dello scorso anno dal Bari tutti ci si attendono una riconferma, ma dopo le operazioni in sede di mercato sarà difficile ripetersi per Ventura e i suoi. I riscatti di Barreto e Almiron sono stati un segnale importante per l'ambiente anche se l'aver perso Ranocchia e Bonucci rappresentano una grave perdita. L'operazione condotta con la Juventus da Angelozzi però è stata magistrale ed è stata incassata una somma davvero importante per un mercato come quello attuale. Ghezzal è un buon colpo in avanti mentre Pulzetti aggiunge poco alla squadra. Voto 6
Bologna: la nuova società si è presentata all'avvio del campionato senza un allenatore e ha deciso di stringere dei legami con club importanti andando a prendere dei giovani interessanti come Khrin ed Ekdal ai quali ha aggiunto l'esperto nazionale uruguagio Perez che ha ben figurato agli ultimi Mondiali. Meggiorini per l'attacco è un buon colpo anche se la coppia con Di Vaio non garantisce le necessarie garanzie anche alla luce dei sostituti che sono poca roba. Molto dipenderà dalla guida tecnica scelta da Porcedda; in pole sembra esserci Malesani, ma sarebbe un clamoroso autogol. Voto 5
Brescia: Diamanti ed Eder aggiungono fantasia ed imprevedibilità ad un reparto offensivo che già annoverava Possanzini e Caracciolo e lo rendono quasi un lusso per una squadra che lotta per la salvezza. Tuttavia il resto della squadra è rimasto quasi invariato e il solo arrivo di Sereni tra i pali sembra poco per ottenere una salvezza tranquilla. Ci sarà da soffrire. Voto 5,5
Cagliari: in questa nuova stagione Cellino ha deciso di puntare sulla continuità di un gruppo che nelle ultime stagioni ha sempre fatto bene, pur cambiando la guida tecnica e affidando la panchina del Sant'Elia a Bisoli che è reduce da 2 promozioni consecutive con il Cesena dalla Lega Pro alla Serie A. Acquafresca in entrata rappresenta la migliore novità mentre per il resto i colpi migliori sono stati riuscire a trattenere gente come Lazzari, Ariaudo e Matri. La grana Marchetti è stata gestita male e a questo punto il portiere titolare dell'Italia agli ultimi Mondiali resta a fare il 3° a Cagliari: assurdo. Voto 5
Catania: quest'anno Lo Monaco ha saputo resistere alle tentazioni del mercato e ha rifutato cifre importanti per trattenere sotto l'Etna i vari Maxi Lopez, Biagianti e Mascara. Il solo arrivo degno di nota è quello di Gomez dal San Lorenzo che però non sembra poter fare la differenza nel nostro campionato. Il capolavoro del direttore è stata la cessione di Martinez alla Juventus per 12 milioni realizzando una plusvalenza notevole. La scelta di Giampaolo in panca è un rischio calcolato, anche se in caso di fallimento il tecnico avrebbe definitivamente bruciato il suo credito guadagnato nel 2005/06 ad Ascoli. Voto 5,5
Cesena: della squadra reduce dalla doppia promozione sono andati via Do Prado e Volta, ma soprattutto il tecnico Bisoli e al suo posto è arrivato Ficcadenti che non sembra all'altezza. Dal Giappone è arrivato il terzino sinistro Nagatomo che potrebbe rivelarsi una scelta molto azzeccata del presidente Campedelli e non solo da un punto di vista commerciale. Budan e Bogdani per l'attacco non sono il massimo e il gol potrebbe essere uno dei problemi di questo Cesena. Jimenez aggiunge fantasia e con Giaccherini (richiesto da mezza A) e Schelotto rappresenta il meglio di questa squadra. Voto 5
Chievo: in panchina dopo diverse stagioni positive al Sassuolo è arrivato Pioli che ha grande voglia ed entusiasmo. Il mercato non è stato scintillante, ma sono arrivati giocatori affidabili come Bogliacino, Moscardelli e Andreolli che rinforzano ogni reparto. La ciliegina finale non è male visto che è arrivato il nazionale svizzero Gelson Fernandes dal Saint Etienne. In difesa inoltre è stato trattenuto Mantovani. Voto 6,5
Fiorentina: per una volta Corvino ha perso lo scettro di Re del mercato e alla fine il mercato della viola si è rivelato un pò deficitario. Boruc non sta vivendo il suo miglior momento e il dualismo con Frey potrebbe rivelarsi una scelta poco intelligente della società. D'Agostino è un'acquisto di qualità, ma è da vedere quanto sia fattibile la sua convivenza con Montolivo. Cerci è ancora alla ricerca di una sua dimensione dopo aver lasciato Pisa. In più l'infortunio di Jovetic ha scosso l'ambiente e non è stato preso un valido sostituto del montenegrino. Mihajlovic dopo l'esperienza di Catania si è gettato a capo fitto in questa nuova sfida, ma forse doveva essere tutelato di più dalla società in sede di mercato. Voto 5,5
Genoa: per quasi 2 mesi il Grifone è stata la squadra che più di tutte in Italia aveva scosso il mercato con colpi a ripetizione e tutti di grande livello. Toni alla sua età rappresenta una grande scommessa, mentre Ranocchia, Miguel Veloso e Rafinha sono 3 certezze che potrebbero far lievitare il livello della squadra di Gasperini. Zuculini è un buon centrocampista, ma se continua a giocare Milanetto è evidente che uno tra lui e Veloso è di troppo. Eduardo tra i pali non dovrebbe sfigurare, mentre Kaladze e Chico sono da valutare. Considerando le cessioni poco dolorose questa squadra si candida ad un posto almeno in Europa League per la prossima stagione. Voto 8
Inter: la stagione del Triplete ha cambiato radicalmente Moratti che dopo anni di acquisti ha deciso di fare cassa per un anno e chiudere i cordoni della borsa. Fa specie vedere come volti nuovi i soli Coutinho, Castellazzi e Biabiany. Ma del resto l'Inter aveva ed ha ancora la rosa migliore e quindi era compito degli altri, quello di cercare di rinforzarsi per colmare il gap dalla squadra campione. Se da un lato questo discorso non fa una piega, dall'altro bisogna tenere presente che nel calcio è sempre necessario migliorarsi, e non ci si può fermare anche alla luce di quanto si sono rinforzate le dirette avversarie sia in Italia che in Europa.
Juventus: alla prima da bianconero, Marotta ha già steccato. Ha rivoluzionato la rosa ma nonostante gli 11 acquisti il gap dall'Inter è rimasto quasi invariato. Tanti buoni giocatori, ma è mancato il campione in grado di fare davvero la differenza. Fortuna che alla fine sia riuscito a piazzare Camoranesi allo Stoccarda. Sarà difficile fare peggio dello scorso anno, ma lo scudetto resta un miraggio. Voto 5
Lazio: l'arrivo di Hernanes è senza dubbio il fiore all'occhiello della campagna acquisti di Lotito che ha allestito una rosa abbastanza competitiva anche se sarebbe servito uno come Santa Cruz per dare respiro a Floccari ed aggiungere qualche soluzione in più in attacco. La cessione di Kolarov è stata una grande operazione dal punto di vista economico con una plusvalenza straordinaria. Voto 7
Lecce: i salentini si sono mossi tanti sul mercato ma la grande quantità di giocatori arrivati non ha migliorato più di tanto il livello di una squadra che dopo soli 90 minuti di campionato sembra già spacciata. De Canio potrebbe saltare a breve. Voto 4
Milan: dopo 50 giorni di critiche Berlusconi è tornato a fare la voce grossa e si è ripreso la scena sul mercato italiano che ormai gli aveva rubato da anni Moratti. L'ultima settimana è stata da ricordare per il Milan che ha chiuso prima il colpo dell'estate con Ibrahimovic e poi ha messo la ciliegina su una torta già abbastanza golosa portando a San Siro anche Robinho. Il ghanese Boateng, Amelia, Sokratis e Yepes completano una campagna acquisti che fino a 10 giorni fa faceva rabbrividire i tifosi rossoneri che ora però sono tornati a sognare.
Napoli: dopo la gestione del caso Quagliarella e le parole che hanno preceduto l'arrivo di Lucarelli è quasi impossibile dare un giudizio al mercato del Napoli. La squadra è sostanzialmente quella della scorsa stagione. Cavani è un grande acquisto, mentre di Lucarelli se ne poteva fare a meno. Sosa arriva sotto il Vesuvio non per fare il titolare anche se garantirà respiro a Lavezzi ed Hamsik, ma anche a Cavani all'occorrenza. Yebda al Benfica aveva impressionato positivamente, ma è tutto da valutare in un contesto differente e non era una priorità come poteva esserlo un vero regista in grado di dare i tempi alla manovra.
Palermo: dopo la grande stagione passata era giusto dare continuità ad un progetto importante e Zamparini nemmeno quest'anno ha deluso le aspettative. La rinuncia a Kjaer è dolorosa e fa male a tutto il calcio italiano, ma l'aver trattenuto Pastore ed Hernandez è un grande punto di partenza per Delio Rossi. Munoz ha tutto per poter sfondare e questa potrebbe essere solo la prima stagione di ambientamento prima di esplodere, un pò come per Pastore lo scorso anno. A centrocampo gli arrivi di Joao Pedro e Ilicic sono degli ottimi colpi in prospettiva, mentre Bacinovic non convince. Maccarone si gioca la grande chance della sua carriera e Pinilla va a completare un reparto d'attacco davvero importante. In questa stagione il quarto posto non è un'utopia anche se gestire il doppio impegno tra campionato ed Europa League non sarà facile. Voto 7,5
Parma: Ghirardi in quest'estate ha deciso di fare le cose in grande e ha messo a disposizione di Marino una squadra molto importante. Giovinco e Candreva sono il fiore all'occhiello di una campagna acquisti tra le migliori del Campionato.
Roma: nonostante le mille difficoltà finanziarie la famiglia Sensi è riuscita a garantire a Ranieri una buona squadra che si basa sulla rosa dello scorso anno che è stata riconfermata quasi in blocco e potrà contare anche su un Borriello in più che aggiunge all'attacco tutto quello che forse Adriano non potrà dare. Il brasiliano è la grande scommessa di Ranieri e Pradè, ma rischia di essere già persa in partenza viste le condizioni atetiche dell'Imperatore che è visibilmente in sovrappeso e a causa di un infortunio starà fermo per almeno un altro mese. Simplicio potrebbe essere una buona alternativa a centrocampo, ma poco più. L'acquisto di Burdisso è stato una delle poche note liete dell'estate romaista. Voto 6,5
Sampdoria: dopo l'esclusione dalla Champion's League la società ha tenuto fede alle promesse fatte ai tifosi e non ha venduto i suoi gioielli, ma non ha nemmeno fatto nessuno operazione importante in entrata, ne prima, ne dopo il preliminare. Se in uscita i doriani meritano un 7 per aver trattenuto i migliori, in entrata meritano 2 per gli arrivi di Volta e Curci che vanno a rinforzare la difesa, quindi in definitiva il voto è la media tra entrate ed uscite. Voto 4,5
Udinese: il mercato della famiglia Pozzo è come sempre da valutare in prospettiva visti i giovani che sono stati messi a disposizione di Guidolin. Tuttavia in uscita le perdite di D'Agostino e Pepe su tutti, ma anche di Lukovic e Motta si faranno sentire. Attenzione ad Armero. Voto 4
giovedì 12 agosto 2010
Pastorini al Chievo Verona
Il giocatore del Danubio è ormai aggregato con la primavera della squadra veneta da più di una settimana ed è in procinto di passare alla prima squadra nei prossimi giorni.
Il ragazzo assistito da Daniel Fonseca nei prossimi giorni, al termine del periodo di prova, potrebbe anche firmare un contratto con il Chievo e si è detto molto fiducioso circa il buon esito della trattativa.
domenica 25 luglio 2010
Guti, siempre Guti
"Mi corazón siempre estará aquí". Dopo 24 anni passati a vestire la maglia del Real Madrid (di cui 15 in prima squadra) José Maria Gutiérrez Hernández meglio noto come Guti, con nessuna frase avrebbe potuto chiudere meglio la sua storia con i Galacticos.
Quest'oggi lascia il club merengue per chiudere la sua carriera in Turchia con la casacca bianconera del Besiktas di Bernd Schuster.
Si chiude oggi una etapa della sua carriera e anche della storia del Real visto che il gol numero 5000 nella Liga dei blancos e il 500° in Champion's portano entrambi la sua prestigiosa firma.
Lascia tutti dopo 541 partite e 77 gol, e dopo aver contribuito alla conquista di 5 Liga, 3 Champion's League, 2 Coppe Intercontinentali, una Supercoppa Europea e 4 Supercoppe di Spagna.
I tifosi del Bernabeu potranno solo ricordare i suoi immensi lampi di genio, i suoi fantastici assist e la sua grandissima qualità; un giocatore di cui Zidane e Ronaldo dissero rispettivamente: "Guti hace cosas que no las hace nadie en el mundo" e "Es excepcional. Para mí es una honor jugar con él".
Da oggi, 25 luglio 2010 Guti non è più un giocatore del Real Madrid, e domani con l'addio ufficiale di Raul se ne andrò un'altro pezzo della storia recente del club blanco.
Nel giorno del suo addio non sono mancate delle dichiarazioni al miele nei suoi confronti:
Valdano: "Se marcha un jugador único"
Sergio Ramos: "Se va del Madrid uno de los grandes del fútbol"
Florentino Pérez: "Guti sabe que el madridismo no le olvidará"
Ecco infine alcune parti salienti della sua conferenza stampa d'addio:
"He podido vivir con ellos momentos muy buenos y me voy sabiendo que el madridismo me quiere".
martedì 13 luglio 2010
La Top11 del Mondiale
Il dream team di South Africa 2010
Con la vittoria della Spagna è andato ormai in archivio il Mondiale sudafricano che non sarà stata uno dei più belli di sempre, ma a suo modo è comunque storico.
Per la prima volta infatti le Furie Rosse si sono issate sul tetto del Mondo e per la prima volta una nazional europea ha trionfato al di fuori del proprio continente.
L'Uruguay è tornato tra le prime 4 del Mondo a distanza di 40 anni dall'ultima volta e grazie al tocco di mani di Suarez sulla linea contro il Ghana, ha scongiurato il primo storico approdo di una nazionale africana alle semifinali.
Nel Mondiale che avrebbe dovuto finalmente consacrare il calcio africano, si è assistito ancora una volta ad una recita pessima delle varie Algeria, Nigeria, Costa d'Avorio e addirittura il Sudafrica padrone di casa è riuscito nell'impresa di non superare la fase a gironi: tanto per cambiare si tratta della prima volta nella storia.
Fino ai quarti di finale questo era stato senza dubbio il Mondiale delle sudamericane che per la prima volta erano riuscite a superare in blocco la fase a gironi e avevano superato anche gli ottavi (Cile escluso che era stato eliminato dal Brasile) portando 4 squadre tra le prime 8 del Mondo.
Però dapprima il Brasile contro l'Olanda e poi l'indecifrabile Argentina di Maradona contro la Germania hanno dovuto lasciare la manifestazione, lasciando a tutti l'amaro in bocca per una finale che si preannunciava spettacolare almeno per fascino e blasone.
Le delusioni come sempre non sono mancate e sono da considerarsi tali, le pessime figure fatte da Italia e Francia che da prime della classe 4 anni fa, hanno lasciato il Sudafrica in maniera vergognosa.
Ma tra le delusioni va menzionata anche la Serbia che aveva un grandissimo potenziale almeno sulla carta, ma che non si è dimostrato poi tale sul campo, cosi come l'Inghilterra di Fabio Capello che si è sgretolata contro la Germania negli ottavi.
Di questi mondiali ci resteranno sicuramente le fastidiosissime vuvuzelas, il pianto di Jong Tae Se durante l'inno nordcoreano, il bacio di Casillas a Sara Carbonero durante le interviste dopo la vittoria di Johannesburg, i pronostici del polpo Paul, ma senza una ideale Top11 mancherebbe qualcosa.
In questi giorni tutti hanno detto la loro ed è giunto il momento di svelare la squadra ideale di South Africa 2010 secondo Sognando Futbolandia:
Casillas
CT: Joachim Loew
lunedì 12 luglio 2010
¡Arriba España!
La Spagna è Campione del Mondo
Forse era già scritto, forse è giusto cosi. La vittoria della Spagna è l'epilogo più logico per un Mondiale che ha visto trionfare la squadra più forte del Mondo.
Olanda-Spagna alla vigilia era la finale delle prime volte perchè ne Orange ne Furie Rosse erano mai saliti sul gradino più alto del podio nella manifestazione iridata e mai nella storia una squadra europea aveva trionfato fuori dal Vecchio Continente. In un colpo solo gli iberici hanno centrato l'en plein al primo tentativo.
Campioni d'Europa e Campioni del Mondo nel giro di 2 anni; solo la mitica Germania di Muller e Beckenbaur c'era riuscita nel biennio 1972-1974 centrando il titolo mondiale anche in quel caso contro gli olandesi.
Dopo una storia che li voleva sempre assenti ingiustificati nelle grandi occasioni, gli spagnoli in 2 anni si sono lasciati alle spalle tutti i loro complessi e hanno dato libero sfogo al loro immenso talento.
La finale di Vienna agli Europei del 2008 ha rappresentato la svolta dal punto di vista psicologico per una nazionale che improvvisamente si è riscoperta non solo bella, ma anche vincente.
Il cambio da Aragones a Del Bosque non è stato traumatico per i giocatori perchè l'ex tecnico merengue non ha avuto la presunzione di cambiare una squadra già perfetta, ma si è limitato solo a cambiare alcune cose (ha dato un assetto maggiormente conservativo, lasciando meno iniziativa ai centrocampisti) e ad inserire alcuni giocatori come Piquè e Busquets nell'11 titolare.
Ben presto si è capito che anche con il buon Vicente la strada intrapresa era quella giusta: 10 vittorie su 10 partite nel girone di qualificazione al Mondiale e una serie di dimostrazioni di forza in amichevoli di lusso al cospetto di grandi nazionali come Argentina e Francia.
Nonostante le premesse ottime, l'esordio con la Svizzera era stato una doccia fredda per le ambizioni delle Furie Rosse. Da quel momento in poi, però, sono arrivate solo vittorie; e se il 2-0 all'Honduras è stato una pura formalità, la vittoria contro il Cile ha rappresentato uno dei momenti più importanti visto che è valsa il primo posto nel girone, con la conseguente certezza di non incontrare il Brasile negli ottavi.
Il Portogallo era un avversario più modesto, ma per gran parte della gara ha tenuto in scacco gli iberici, che solo grazie a Villa hanno trovato il gol per aprire il match e superare un Eduardo monumentale fino a quel momento.
Nei quarti anche il Paraguay è stato superato con una rete del Guaje, ma il grande protagonista è stato Iker Casillas che dapprima ha neutralizzato il rigore di Cardozo e poi nel finale ha compiuto 2 miracoli che hanno regalato la qualificazione.
In semifinale, dinanzi alla brillante Germania di Loew si è vista la miglior Spagna. Ci sono volute sei partite prima di rivedere degli sprazzi della squadra meravigliosa che aveva dominato gli Europei, ma finalmente i vari Puyol, Xavi, Iniesta, Villa hanno fatto valere tutta la loro esperienza, la maggior caratura internazionale e l'abitudine a giocarsi qualcosa di importante.
Il monologo spagnolo è durato per tutti i 90 minuti e se solo ci fosse stato un maggior cinismo sotto porta nel finale, la partita sarebbe potuta finire in goleada. Sulla carta la finale sembrava abbastanza scontata eppure, l'aggressività degli olandesi ha messo in grande difficoltà gli uomini di Del Bosque che non hanno avuto il tempo di ragionare e l'elevato numero di falli non ha permesso ai mediani di tessere la loro tela con una certa continuità.
In un contesto simile, ne è venuta fuori una partita abbastanza bloccata, dove hanno fatto notizia maggiormente le colossali occasioni fallite da Robben a tu per tu con Casillas e Villa che si è presentato all'appuntamento più importante con le polveri bagnate.
Non sono bastati i 90 minuti a decretare un vincitore e quando l'epilogo ai calci di rigore sembrava ormai scontato, Iniesta ha trafitto Stekelenburg con un destro all'angolino. La dedica a Jarque e la corsa verso i tifosi resterà una immagine indelebile nella memoria dei tifosi spagnoli di chissà quante generazioni a venire. Il fischio finale di un pessimo Howard Webb ha dato il là ai festeggiamenti di una nazione intera che non aveva mai conosciuto una gioia simile.
E' il trionfo di Del Bosque, di una generazione di giocatori fantastici e di tutto un movimento sportivo che ormai da anni domina la scena mondiale non solo nel calcio, ma anche in altri sport individuali.
Onore anche ai vinti che per la terza volta si devono accontentare di aver solo partecipato alla finale, ma che obiettivamente non avrebbero meritato di vincere per quanto visto in campo, anche se le occasioni per chiudere il match c'erano state, ma sono state sciupate.
La prima volta dell'Africa è coincisa dunque con la prima volta della Spagna che dopo aver atteso a lungo il suo momento, oggi si gode la sua festa, consapevole di essere non solo la nazionale più forte del Mondo, ma di essere finalmente anche Campione del Mondo!!!
domenica 4 luglio 2010
¡Adios Diego!
Se fino alle 16:00 del 2 luglio, questo era stato il Mondiale delle sudamericane, in soli 2 giorni e 4 partite si è totalmente capovolta la situazione, con il calcio europeo che è tornato prepotentemente in corsa piazzando 3 squadre in semifinale.
