lunedì 9 novembre 2009

Carletto 10 e lode


Il Chelsea è già in fuga in Premier League

Con la vittoria di ieri (la decima in campionato) sul Manchester United il Chelsea di Carlo Ancelotti tenta la prima fuga solitaria della stagione alla vigilia della sosta per le nazionali.
Si sono giocate solo 12 partite in Premier League, ma sono state sufficienti ai Blues per fare terra bruciata e lasciare al palo tutte le inseguitrici, con un rassicurante vantaggio di 5 punti che lascia intendere chi sia la squadra da battere quest'anno.
Lo United a fine gara può recriminare perchè sul piano tattico e nel gioco era stato superiore, ma il gol di John Terry ha regalato i 3 punti ai londinesi, punti che hanno una valenza doppia proprio perchè arrivati al termine di una partita sofferta e contro la più autorevole concorrente al titolo.
Dal suo esordio nel Community Shield al big match di ieri, passando dal Manchester United al Manchester United è possibile tracciare un primo bilancio dell'avventura inglese del tecnico italiano.
In 12 partite di campionato, 4 di Champion's League, 2 di Carling Cup e il Community Shield i Blues hanno conquistato 16 vittorie (una arrivata ai calci di rigore), 1 pareggio e 2 sconfitte segnando 46 gol e subendone solo 13.
Oltre ai numeri va sottolineato che è già stato conquistato un trofeo (il Community Shield), il girone di Champion's è stato superato brillantemente dopo sole 4 giornate e nei 3 scontri diretti giocati sin qui in Premier contro Liverpool, Tottenham e Manchester United sono arrivate altrettante vittorie con 6 gol segnati e 0 subiti, a dimostrazione di una mentalità vincente del gruppo che sa esaltarsi nei momenti che contano.
In pochi si sarebbero aspettati un cammino simile per quello che è già stato ribattezzato il "Chelsea dei 30enni": una squadra che è rimasta sostanzialmente la stessa della scorsa stagione, ma con un anno in più a differenza di Liverpool e Manchester United che a conti fatti si sono addirittura indeboliti.
A dire il vero l'inversione di tendenza si era avuta già lo scorso febbraio con l'arrivo di Hiddink che in pochi mesi aveva rimesso in sesto una stagione centrando la vittoria in FA Cup e sfiorando una clamorosa finale di Champion's che gli è stata negata solo dalle assurde sviste dell'arbitro Øvrebø.
L'olandese ha reso fertile il terreno per l'avvento di Ancelotti che ha saputo dare un gioco brillante ed una mentalità vincente ad una squadra vogliosa di rivalsa, ad un gruppo costruito per raggiungere il suo apice in una finale di coppa che stenta però ad arrivare.
La dirigenza londinese ha fissato nei giorni scorsi l'obiettivo di vincere 2 Champion's League nei prossimi 5 anni; un proposito di alto profilo per una società che ha preso parte solo una volta ad una finale della massima competizione continentale.
Ci hanno provato alcuni dei migliori tecnici del mondo come Mourinho, Scolari e Hiddink ed è curioso come l'unico ad aver sfiorato l'impresa sia il tanto bistrattato Avram Grant: l'uomo che per colpa del palo centrato da John Terry non è entrato per sempre nella storia del club.
A questo punto l'onere e l'onore di raggiungere questo prestigiosissimo traguardo toccano al buon Carletto, e nessuno come lui nel panorama calcistico europeo attuale sa come raggiungere la finale.
Dunque è lecito aspettarsi un Chelsea grande candidato alla vittoria finale, in contrapposizione al Barcellona campione in carica che resta al momento la più logica favorita.
A dare ulteriore speranza ai Blues è arrivata anche la sentenza del Tas che ha sbloccato il mercato in entrata che era stato sospeso dalla Fifa in seguito all'affaire Kakuta, quindi in gennaio potranno essere acquisiti nuovi giocatori e già si fanno grandi nomi.
Alla ripresa dopo la sosta Lampard & Co. ospiteranno a Stamford Bridge il modesto Wolwerhampton, prima di andare a far visita allo spumeggiante Arsenal di Wenger che si sta lentamente imponendo come seconda forza in Premier League e dopo una settimana saranno di scena al City of Manchester nell'interessante sfida contro il City di Hughes.
Se arriveranno almeno 7 punti da questi incontri, i Blues saranno lanciatissimi verso un finale d'anno da capolista solitari e potranno pianificare con più tranquillità il mercato di gennaio che dovrà essere abbastanza corposo soprattutto in attacco.
Drogba, Kalou, Essien e Obi Mikel saranno impegnati in Coppa d'Africa e necessitano di essere sostituiti a dovere da giocatori di alto livello (possibilmente utilizzabili in europa) in grado di essere valide alternative anche per il prosieguo della stagione.
Abramovich quindi dovrà mettere mano al potafogli dopo un'estate di austerity dove è arrivato il solo Zhirkov; grandissimo giocatore che però sin qui non è stato utilizzato.
Anche dai suoi piedi dipenderanno gli esiti della stagione del Chelsea, che si spera sia quella della tanto agognata vittoria in Champion's League.
L'appuntamento è per il 22 maggio allo stadio Bernabeu di Madrid, Ancelotti lo sa...

3 commenti:

  1. Ancelotti è riuscito ad abbinare alla tradizionale solidità del Chelsea post-mourinhiano anche quel gioco frizzante e spettacolare esibito dalle migliori versioni del suo Milan.
    Credo che, se riuscissero a superare indenni le assenze durante la Coppa d'Africa, i Blues potrebbero seriamente puntare all'accoppiata Champions-Premier.
    Il fatto che il loro primo obiettivo stagionale sia il massimo trofeo europeo, comunque, mi lascia ben sperare, in quanto tifoso dei Gunners: magari, più avanti nella stagione, un Chelsea "distratto" dall'Europa potrebbe lasciare campo libero all'Arsenal dentro i confini inglesi.
    Comunque, lo scontro diretto in programma tra due giornate ci dirà già qualcosa di molto concreto sullo spessore reale dei ragazzi di Wenger, a maggior ragione se si considera l'en-plein totalizzato finora dal Chelsea negli scontri diretti con le altre possibili contendenti al successo finale in campionato.

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  2. Il "tuo" Arsenal ha una possibilità molto concreta di dare una scossa alla Premier vincendo il big match del 29 novembre all'Emirates Stadium.
    Una vittoria, cosi come una sconfitta a questo punto della stagione non cambierebbe poi cosi tanto in termini di punti, ma dal punto di vista psicologico significherebbe tantissimo per gli uni e per gli altri.
    Vedremo come andrà a finire....

    Ciao

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